Altopiano di Folgaria
Data escursione: 27 Febbraio 2026Vetta: Monte Finonchio - 1.603 m
Organizzata:
PrivatamenteDifficoltà:

EAI - Escursionisti Ambiente Innevato
A distanza di due mesi dall’ultima uscita invernale si decide di riprendere l’attività escursionistica: obiettivo monte Finonchio. Astinenza bimestrale legata in parte alle condizioni atmosferiche pessime, alla indisponibilità dei soliti compagni di merenda ed a qualche necessità di natura sanitaria. La scelta è caduta sul monte Finonchio, del resto mai visitato in precedenza, per la facilità dell’escursione, per il dislivello complessivo inferiore ai 400 metri e per il basso rischio di valanghe oltre il limite del bosco. L’intera escursione prende il via in località Serrada (1250 m circa) nei pressi del centro sportivo e percorre per intero la vecchia forestale militare, segnavia CAI 104, tenuta pulita da eccessivi accumuli di neve per assicurare la manutenzione delle antenne televisive e dei ponti radio telefonici posizionati sulla cima. Rimane tuttavia chiusa al traffico veicolare. Le ciaspole, lasciate volontariamente in auto, non sono necessarie per la salita al contrario dei ramponcini utili in qualche tratto ghiacciato nel bosco, specie in discesa.
Locus Map Finonchio
90 minuti sono necessari per raggiungere la sella con paletto segnaletico del CAI (Prà del Finonchio, 1576 m), punto di incontro del sentiero che sale alla cima, del CAI 103 che proviene dalla sottostante malga Finonchio e del CAI 107 che scende verso sud-est ed interseca, a quota 1414 m, la strada forestale Orti che riporta sul CAI 104 percorso in salita.
Le ottime condizioni atmosferiche, la temperatura quasi primaverile ed il tempo a disposizione consigliano, prima di intraprendere la salita alla vetta, di percorrere verso sud un’esile traccia sul manto nevoso in direzione del dosso verso il quale indirizza il sentiero 107, programmato per l’eventuale discesa alternativa. Si procede lentamente, sprofondando fino al ginocchio e la mancanza di ciaspole, lasciate pigramente al parcheggio, pesa molto più del peso delle stesse se si fossero portate a spalla fin lassù.
Ritornati presso la sella, si procede in direzione nord verso la vetta con i suoi tralicci che sembrano piazzati lì per offendere l’ambiente, dimenticando che si legano indissolubilmente alle nostre pratiche quotidiane.
Le offese all’ambiente sono ben altre!
Poco sotto la vetta, il rifugio CAI – SAT dedicato alla memoria dei fratelli Filzi, personaggi celebri dell’irredentismo trentino, suggerisce una piacevole e lunga sosta. La posizione del rifugio a strapiombo sulla valle dell’Adige, la temperatura mite ed il sublime panorama rappresentano la giusta ricompensa di medio termine.
Rinunciando definitivamente, con amarezza per l’occasione perduta, al ritorno alternativo sul sentiero CAI 107, si scende sulla stessa via dell’andata raggiungendo il parcheggio in poco meno di 90 minuti.
Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.




