Prealpi venete veronesi
Data escursione: 9 Giugno 2026Vetta: Località Mondrago - 610 m
Vetta: Località' Baiaghe di Sopra - 629 m
Organizzata:
PrivatamenteDifficoltà:

EE - Escursionisti Esperti
Percorso su strada: da Fumane (Verona) si prende la strada per Molina e, dopo 2 km circa, al bivio si tiene la destra per la valle dei Progni. Oltrepassata località Cà di Gottolo si può parcheggiare nei pressi di un bar trattoria, in località Molin del Cao (310 metri circa).
Mappa Open Street
Introduzione: Il sentiero attrezzato CAI 238 della val Sorda (segni classici bianco-rossi), è un percorso escursionistico di media/alta difficoltà (E/EE) che si sviluppa lungo il suggestivo rio Mondrago, caratterizzato da forre anguste, piccole cascate, ponticelli sospesi (incluso il ponte tibetano della Valsorda) e tratti attrezzati con cavi d’acciaio e scale. Richiede passo sicuro e scarpe da trekking, considerando la scivolosità del terreno. Può essere percorso ad anello, nel nostro caso in senso orario fino al ponte sospeso (4/5 della lunghezza totale) e successivamente antiorario nella parte finale, utilizzando anche altri segnavia (rosso-blu). Evitare di percorrerlo in piena estate per il caldo (la quota massima oltrepassa di poco i 600 metri) e per la portata ridotta del rio Mondrago; meglio nelle mezze stagioni e sconsigliato in inverno. Il percorso si svolge al 90% in bosco ad eccezione del tratto di stradina asfaltata tra località Mondrago e malga Biancari. Poco oltre il parcheggio è presente un pannello informativo della zona con indicazione del numero dei sentieri e loro difficoltà.
Avvicinamento: oltre il cartello informativo, si incontra una prima indicazione dei sentieri che si staccano da Molin del Cao, il CAI 238 ed i sentieri 3 e 5 con colorazione rosso-blu. Guadando il rio sopra uno stretto ponticello in ferro ci si imbatte in un ulteriore cartello, prima dell’inizio del sentiero attrezzato vero e proprio: a sinistra un sentiero prosegue in direzione nord-est, grotta di Campore (il n. 3, segnalato chiuso) ed a destra, un altro in direzione sud-est, Covoli di Marano (il n. 5, anch’esso segnalato chiuso). Procediamo dunque dritti lungo il rio Mondrago (CAI 238) fino all’inizio del sentiero attrezzato della val Sorda.
Rio Mondrago
L’ambiente della forra è fresco e stupendo; merita diverse soste per essere contemplato. Poco oltre, il rio scorre dentro una stretta grotta non percorribile in questa stagione; occorre risalire il versante opposto del rio attraverso un angusto foro attrezzato con funi e staffe. Transitando sotto il ponte sospeso e proseguendo verso est, in breve la parte attrezzata più impervia termina in prossimità di un bivio segnalato per malga Biancari (sentiero n. 6, con colorazione rosso-blu).
Rio Mondrago in grotta
Ad inizio escursione, il cartello riassuntivo dei sentieri della zona segnalava il n. 6 come difficile e poco battuto; si decide quindi di non seguirlo, per non avere brutte sorprese a causa della scarsa frequentazione, e continuare sul CAI 238 in direzione di Mondrago. L’escursione, in questo modo, si allunga ma il tempo a disposizione è più che sufficiente per portarla a termine.
Traverso
Il sentiero CAI 238 prosegue con tratti meno difficili dei precedenti. Ci sono ancora punti attrezzati dove il terreno è poco stabile; in generale però le difficoltà tecniche sono pressoché terminate. Il sentiero confluisce infine in una carrareccia con direzione nord (località Costa) e sud (località Mondrago, 610 m, che seguiremo). Ore 3 dalla partenza, con molta calma.
Ritorno: abbiamo 2 opzioni a disposizione per rientrare al parcheggio:
1) percorrere il sentiero attrezzato della val Sorda a ritroso con breve disgressione per transitare sul ponte sospeso (sarebbe un peccato non prenderlo in considerazione! );
2) seguire il sentiero CAI 231 che corre poco discosto dalla stradina asfaltata che porta a malga Biancari e seguire successivamente le indicazioni per il ponte sospeso.
Alcune informazioni raccolte a Mondrago consigliamo di seguire interamente la stradina asfaltata fino a malga Biancari, poco più lunga rispetto al sentiero CAI 231 vero e proprio che si stacca dalla stradina stessa poco fuori località Mondrago. Riteniamo attendibile l’informatore locale: pare che il sentiero CAI 231 sia anch’esso poco battuto ed in parte interrotto da recinzioni locali per il pascolo delle mucche e delimitazioni di proprietà.
Si segue quindi l’opzione 2 con variante “stradina asfaltata“. Si tratta dell’unica porzione di escursione con caratteristiche turistiche (T). Con alcuni sali-scendi si raggiunge località’ Baiaghe di Sopra (629 m) e quindi malga Biancari (592 m) dove ci concediamo una lunga sosta, ospiti dei curatori della stessa (aperta solo nei w.e.)
Seguendo il segnavia n. 1 (colorazione rosso-blu), con direzione nord-ovest si raggiunge quota 624 m in corrispondenza del bivio tra il n. 1 ed il n. 6, incontrato al mattino e tralasciato, per poi scendere di quota (575 m) in corrispondenza dell’incrocio con il n. 5 che riporterebbe a Molin del Cao (colorazione rosso-blu, segnalato chiuso in partenza ) fino all’accesso sud del ponte tibetano (quota 440 m circa).
Ponte tibetano
Attraversato il ponte, si risale la destra orografica del rio Mondrago sul sentiero n. 3 (colorazione rosso-blu, segnalato chiuso alla partenza), direzione nord-ovest fino a quota 625 m dove, volgendo a sinistra, si scende rapidamente e ripidamente, su traccia di sentiero impegnativo e poco battuto, a Molin del Cao ed al parcheggio. Ore 3 da malga Biancari, 7 ore in totale comprese le soste.
Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.





