Corno alla Scale 2026

Appennino tosco-emiliano 

Data escursione: 14 Agosto 2026
Vetta: Punta Sofia (croce) - 1.939 m
Vetta: Punta Giorgina - 1.945 m
Vetta: Passo Strofinatoio - 1.847 m
Vetta: Cupolino - 1.852 m
Organizzata: Privatamente
Difficoltà:
EE - Escursionisti Esperti

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      1. Minuet e Badinerie - Bach

Premessa: nel giorno della vigiIia di ferragosto, in una giornata perfetta per temperatura e condizioni atmosferiche, siamo ritornati sull’appennino bolognese, meta frequentata più volte sia d’estate che d’inverno considerata la relativa distanza dalla nostra residenza e la facilità con cui può essere raggiunta. Ripetizione di una escursione invernale (21 dicembre 2024) con la variante in salita dei Balzi dell’Ora (Sent. CAI 337 – EE) e la cima del Cupolino a completamento del giro estivo.

Escursione: ad anello, compiuta in senso orario.

Tempi: ore 6,30 circa, comprese le soste alla grande croce di Punta Sofia, al rifugio Duca degli Abruzzi (1794 m) presso il lago Scaffaiolo ed al rifugio Le Malghe (1641 m).

Difficoltà: per escursionisti esperti, relativamente al crinale dei Balzi dell’Ora. Il dislivello relativo è di circa di 500 metri ma quello assoluto risulta maggiore considerando i diversi saliscendi compresi tra la croce di Punta Sofia, il Passo dello Strofinatoio, il Passo dei Tre Termini  (1780 m) e la cima del Cupolino.

Profilo altimetrico

Profilo altimetrico: a causa di un inconveniente ormai ricorrente, il mio rilevatore satellitare ha cominciato a percepire il segnale soltanto nei pressi della conca glaciale (1550 m circa) riducendo pertanto la lunghezza dell’escursione da 9,3 a 7,6 km.

Percorso: dal parcheggio nei pressi del rifugio Cavone (1430 m circa) abbiamo seguito il sentiero CAI 337 (ex 129) diretto al Passo del Vallone, l’insellatura di crinale che divide il monte La Nuda dal massiccio del Corno alle Scale. Il sentiero risale, in maniera abbastanza ripida ed impegnativa, un ombroso bosco sul fianco orografico sinistro di un rio che alimenta il sottostante laghetto del Cavone, povero d’acqua in questo periodo dell’anno. Nei pressi dell’ampia conca glaciale (1553 m) che scende dal crinale del Corno, il sentiero si biforca: a destra procede il CAI 335 per la Porticciola ed il rifugio Le Rocce mentre a sinistra continua il CAI 337 per il Passo del Vallone (1697 m), incrocio di sentieri e varianti che salgono da Pian d’Ivo e dal laghetto del Cavone.

Balzi dell'Ora

Balzi dell’Ora

Dal passo si risalgono verso destra i Balzi dell’Ora (brevi passaggi di 1° grado) per raggiungere Punta Sofia (con grande croce di cima): poco meno di ore 2 dal parcheggio.

Punta Giorgina

Tra Punta Sofia e Punta Giorgina

Con percorso in cresta e pressochè pianeggiante, si raggiunge la massima elevazione del Corno dove arriva altresì un impianto di risalita (chiuso). Dalla cima vera e propria comincia un breve, panoramico ed abbastanza impegnativo percorso di cresta che scende al sottostante Passo dello Strofinatoio. Dal passo, non più in cresta ma sul versante nord del monte Cornaccio, si attraversa la Piana della Calanchetta in un’alternanza di leggere salite e discese fino  al Passo dei Tre Termini, a quota 1780.

Dal passo, ai piedi del Cupolino, volgendo lo sguardo verso occidente, appare la catena delle alpi Apuane avvolta in una densa foschia. Siamo ormai prossimi al lago Scaffaiolo ed al rifugio Duca degli Abruzzi (1794 m); prima di raggiungerli ci concediamo l’ultima fatica della giornata: la salita alla cima del Cupolino, piramide, misto roccia e prato, quasi perfetta con piccola croce in ferro (mezz’ora tra salita e discesa). Presso il rifugio poi faremo una breve sosta per consolare gambe e pancia. (Poco meno di ore 2 da Punta Sofia).

Cupolino

Cupolino

Per il ritorno, ci dirigiamo verso il sottostante rifugio Le Malghe, posizionato nei pressi di una pista da sci. Si tratta di un caratteristico rifugio di montagna, posto a 1641 metri. Adiacente al rifugio è presente un piccolo caseificio che produce formaggio di pecora. Durante i mesi estivi, il gregge pascola in tutta la Piana della Calanchetta; le pecore, lasciate libere e vigilate da cani pastore maremmani, si nutrono di specie vegetali tipiche delle praterie alpestri conferendo al formaggio una fragranza ed una aromaticità uniche. (cornoallescale.org)

Il ritorno al parcheggio, lungo la forestale sterrata e quindi un tratto di strada asfaltata, richiederà poco più di 1 ora dal rifugio Duca degli Abruzzi.

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

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