Prealpi trentine Alto Garda
Data escursione: 2 Aprile 2026Vetta: Monte Baone - 480 m
Organizzata:
PrivatamenteDifficoltà:

E - Escursionisti
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Il monte Baone caratterizza, con il suo scivolo roccioso e le pendici coltivate ad ulivo, la conca del Garda Trentino. Comoda e panoramica cima a ridosso di Arco. E’ caratterizzata da diversi sentieri su tutti i versanti e da alcune falesie di arrampicata sul lato sud (placche del Baone ).
Falesie di monte Baone
Arco gode di uno straordinario microclima che permette la crescita rigogliosa di agavi e fichi d’india sulle placconate calcaree, dando vita, nelle terse giornate invernali, ad un contesto unico dove le essenze mediterranee si fondono con le nevi del monte Baldo e le acque scintillanti del Garda. (gardatrentino.it)
L’itinerario, ad anello in senso orario, inizia dal parcheggio presso la casa di cura Eremo (100 m circa). Transito per il borgo di Chiarano e risalgo i pendii sud-occidentali, coltivati ad ulivi, del monte Baone prima su forestale cementata e successivamente su sentiero che serpeggia tra i terrazzamenti di ulivi. Nei pressi di una abitazione isolata accedo alla strada asfaltata che porta a Padaro e dopo poche centinaia di metri devio a destra, su forestale sterrata, presso una seconda abitazione. Fino a questo punto, per la cima del monte, nessuna indicazione particolare è presente. Ricevo, presso l’ultima abitazione incontrata, una vaga (solo per me, ma certa per l’informatore) indicazione sul percorso da seguire che viene presto confermata dalla presenza del primo cartello (scritto a mano) per la cima (croce?) che ho incontrato.
Procedo con maggior certezza lungo una larga traccia in bosco prima di incontrare, in una spianata, la prima segnaletica ufficiale con indicazione del monte Baone. Salgo più ripidamente nel bosco e poco dopo il terreno torna pianeggiante.
Incontro due escursionisti di pari età, gli unici di tutta la giornata, che procedono in senso contrario al mio. Ci scambiamo alcune informazioni ed esperienze di escursioni passate. Mi informano che al muretto di pietra, più avanti, interrotto per il passaggio dei ciclo-escursionisti, occorre svoltare a destra per la cima ed aggiungono che non hanno memoria di una croce.
Dal muretto raggiunto, in circa 20 minuti (attenzione, tratti esposti e passaggi di primo grado su roccette), aiutato da sbiaditi e rari bolli rossi, raggiungo quella che il navigatore GPS segnala essere la cima del Baone. Nessuna croce in vista, seppur cercata, e la fitta vegetazione impedisce di procedere oltre, e non più in alto. Durante la sosta ristoratrice mi ritornano alla mente alcuni versi dell’Infinito di Leopradi:
… e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo …
Dalla cima, torno indietro sul versante nord fino al muretto di pietra e seguo poi il cartello per Laghel per bosco con qualche tratto leggermente esposto, fino alla bocchetta di Padaro.
Monte Stivo dal Baone
Con poche serpentine scendo verso est su un ampio sentiero fino alla strada asfaltata in località Laghel e da qui, verso sud sul percorso lastricato di una Via Crucis, in direzione di Arco ed il successivo tratto asfaltato fino al parcheggio.
Tempi: poco più di 4 ore complessive.
Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.




