Col Duro

DOLOMITI – ZOLDO ALTO
Col Duro 2.335 m
(Gruppo Becco di Mezzodì – Le Rochete)
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
inizio aprile 2018
Difficoltà:
Escursionisti EAI
Escursionisti ambiente innev.
Scarica traccia GPS in formato GPX, GDB e KMZ
      1. Concerto per flautino II mov - Vivaldi
Fantastica escursione “invernale” in severo ambiente dolomitico, resa possibile dal fatto di trovarsi al centro di una vasta cerchia di monti noti, agl’occhi esperti degli addetti ai lavori, o conosciuti, per aver faticato sui ripidi pendii e riposato sulle antiche cime. 
Panorama verso nord-est da cima Col Duro: da sinistra Mondeval, Cernera, Formin, Croda da Lago, Becco di Mezzodì in primo piano, Rocheta Prendera ed Antealo.

Foto panoramica

ll Col Duro è una modesta elevazione, erbosa in estate, che fa parte del gruppo Becco di Mezzodì – Le Rochete, ed è una meta frequentata nel periodo invernale. Pur non essendo di altezza notevole, dalla sua vetta si gode una splendida visione sui vicini gruppi montuosi posti a nord-est: Lastroni di Formin e Croda da Lago, con le loro pareti rocciose che cadono perpendicolari sulla vasta conca di Mondeval, ed il gruppo de Le Rochete, che incombe sullo spartiacque tra la valle del Cadore e quella Fiorentina. Poco distanti, i massicci di Pelmo e Civetta occupano gran parte dell’orizzonte meridionale. Itinerario facile ma molto remunerativo dal punto di vista paesaggistico. 

Panorama verso sud da casera Prendera: da sinistra gruppo Bel Pra – Bastioni, Antelao, Pelmo e Civetta.

Foto panoramica

Rifugio Città di FiumeIl punto di partenza si trova nei pressi di un tornante della strada che da forcella Staulanza scende in val Fiorentina, dove si può lasciare l’auto in un comodo parcheggio (1663 m).

La forestale, con neve ben battuta, contrassegnata con sentiero CAI 467, consente di raggiungere comodamente dapprima malga Fiorentina e quindi il rifugio Città di Fiume (1918 m, chiuso). L’itinerario che conduce al rifugio è adatto anche ai principianti e consente di godere di uno splendido panorama sulle più famose cime delle Dolomiti. Il sentiero percorribile sia a piedi che con ciaspole, a seconda delle condizioni del manto nevoso, si estende sotto il massiccio del Pelmo. Forcella PuinaLa prima meta è malga Fiorentina, da dove si posso scorgere gli impianti sciistici della valle; proseguendo verso destra il rifugio Città di Fiume è raggiungibile in poco meno di un’ora cammino dal parcheggio.

Percorso per la cimaSul retro del rifugio, una ripida traccia lasciata da precedenti ciaspolatori si inoltra nel rado bosco in direzione nord e dopo un tratto centrale di saliscendi, raggiunge la forcella Puina (2034 m), sotto il colle omonimo risalito nella primavera del 2013 (vedi http://lemiecime.it/cime/invernali_coldelapuina.htm). Dalla forcella si apre verso est un vasto panorama sulla valle del Boite ed Antelao mentre verso settentrione si intuisce l’intero percorso che ci porterà alla forcella Col Duro ed alla cima omonima.

 

Panorama verso nord-est da forcella Puina: da sinistra gruppo Le Rochete, Sorapis, gruppo Bel Pra – Bastioni ed Antelao.

Foto panoramica

Discesa da forcella PuinaDalla forcella appena raggiunta la traccia sullo spesso manto nevoso si fa meno marcata, segno evidente di transito ridotto, ma sempre abbastanza evidente. Un primo tratto in discesa porta verso la forcella Roan (1999 m) e poi nuovamente in salita sino a raggiungere la forcella di Col Roan (2075 m) seguendo un percorso in cresta fin quasi alla casera Prendera dove il terreno diviene più dolce ed aperto. Casera PrenderaDopo aver superato l’incrocio con il sentiero CAI 436, che proviene da S. Vito di Cadore, si raggiunge la casera (2148 m), le cui stalle sono praticamente sepolte nella neve (ore 2 dal rifugio).

Poco dopo la casera le tracce nella neve si perdono; si continua comunque verso nord in direzione della larga forcella Col Duro, sempre ben visibile. La salita si fa più impegnativa fino alla forcella (2295 m) dove la vista spazia sulla conca di Mondeval e sui gruppi dolomitici che la sovrastano. Si riprende a salire il dolce pendio del Col Duro seguendo a sinistra un percorso non obbligato fino a raggiungerne la vetta (ore 1 dalla casera Prendera). In cima

Profilo altimetrico

(Tutte le foto non firmate sono attribuibili ad Alberto Zerbini)

Discesa dalla cima

 

 

 

 

 

Il ritorno ricalca sostanzialmente il medesimo percorso di salita, impegnandoci per ulteriori tre ore. Ritorno

 

 

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

Mappa Google

Mappa della cima:

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