Cima Presena

GRUPPO ADAMELLO
Passo Lobbia Alta 3.015 m
Cima Presena
3.069 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
fine marzo 2017
Difficoltà:
Alpinistica AG PD
Alpinistica su ghiaccio, poco difficile
Scarica traccia GPS in formato GPX, GDB e KMZ
      1. Tutto cangia il ciel s'abbella - Rossini
Il passo della Lobbia Alta, posto al confine tra Lombardia e Trentino, fu teatro di scontri bellici tra le truppe italiane ed austriache durante il primo conflitto mondiale. Ancora oggi si possono vedere resti di baraccamenti e numerose tracce di filo spinato risalenti a quel periodo.
Al passo del Tonale (1882 m), un impianto di risalita porta in breve tempo alla stazione superiore della funivia del Paradiso presso il passo Presena (2997 m) da cui ha inizio l’escursione vera e propria. Meta della giornata sarà il rifugio Lobbia Alta “ai Caduti dell’Adamello”, dove pernotteremo. Ritorno al rifugio Lobbia Alta a distanza di quarant’anni, dopo esservi salito per la prima volta, dalla val di Genova, durante un periodo di soggiorno estivo in località Pinzolo, in val Rendena. (vedi pagina www.lemiecime.it/cime/retiche_lobbiaalta.htm)

Stanza di Giovanni Paolo II“Posto in territorio trentino, il rifugio ai Caduti dell’Adamello è stato costruito sui resti della casermetta “Generale Giordana”e fu inaugurato nel 1929. Passato il periodo della seconda Guerra Mondiale, a causa del costante abbassamento del ghiacciaio il rifugio iniziò a slittare verso il basso mettendo in grave pericolo la sua stessa esistenza. Passo PresenaVennero costruiti davanti al rifugio contrafforti di cemento armato che ne fermarono provvisoriamente il movimento, che riprese però negli anni ottanta. Dopo una chiusura di due anni per lavori di ristrutturazione, il rifugio fu riaperto nel 1990 e nuovamente ristrutturato nel 2004. Divenne noto negli anni ottanta per le visite del pontefice Giovanni Paolo II e del presidente Pertini”. (info:rifugio ai Caduti dell’Adamello)

I passi Presena ed il vicino Maroccaro tagliano la frastagliata cresta rocciosa che, con andamento est-ovest, divide l’alta val di Sole dall’alta val di Genova. Tutte le cime che la compongono superano i tremila metri.

Dal passo Presena ci si abbassa verso sud, in diagonale sulla destra, attraverso un sistema di conche e dossi, fino alla sponda del Lago Scuro (2668 metri) che deve essere tale in estate perchè adesso è completamente bianco e ghiacciato. Tutta la zona è ben segnalata con paletti per la “Ski Raid Adamello a coppie”, programmata per il 2 aprile 2017 e frequentata da numerosi scialpinisti.
Da qui si percorre la conca in direzione dell’emissario e ci si abbassa ancora in direzione del rifugio Città di Trento, ora visibile; senza raggiungerlo si continua per dossi e vallette fino a raggiungere i laghi del Mandrone (2403 m), la quota più bassa dell’intera escursione. Gradone che immette alla vedretta

Da questo punto inizia la salita verso il gradone ondulato che adduce alla vedretta del Mandrone. Alla nostra destra si erge la possente catena rocciosa che con direzione nord-sud porta all’esteso Pian di Neve mentre a sinistra prende forma la caratteristica catena delle tre Lobbie. Raggiunta la quota superiore del gradone ondulato (2590 metri circa) si scende bruscamente nella conca innevata della vedretta, creatasi negli ultimi anni a causa del ritiro lento ma progressivo del ghiacciaio, per poi risalire la vedretta verso sud-est e puntare in direzione della Lobbia Alta.

La salita della vedretta, graduale e costante, si fa più ardua ed impegnativa soltanto alla base della Lobbia Alta quando incomincia a stagliarsi contro il cielo la sagoma del rifugio Lobbia Alta (3020 m). Prima di toccare il rifugio si sale al passo omonimo (3015 m). (ore 5.00 dal passo Presena, con ciaspole calzate)

Panorama dal passo della Lobbia Alta verso sud-ovest.

Foto panoramica

Il passo della Lobbia Alta mette in comunicazione la vedretta del Mandrone con quella della Lobbia e costituisce un intaglio naturale tra le tre Lobbie e la catena secondaria formata da Cresta Croce e Dosson di Genova. Tutta la zona è ricca di storia e vicende legate alla 1° Guerra Mondiale.

Il rifugio, arroccato sul costone sud-ovest della Lobbia Alta, è molto accogliente e pulito. La struttura originaria, quella impressa nella mia memoria, è rimasta praticamente immutata pur avendo subito alcune ristrutturazioni recenti. Bellissima la terrazza in assito, situata a sbalzo sul ghiacciaio ed alla quale si accede con una larga scala in ferro.

Panorama dalla terrazza del rifugio Lobbia Alta verso sud-ovest, all’alba.

Foto panoramicaRifugio Lobbia Alta

Passo Lobbia Alta al mattinoIl giorno successivo, dopo colazione, si riprende la via del ritorno. Con una piccola disgressione dal percorso in salita del giorno prima, ci si riporta sulla vedretta del Mandrone che si seguirà a ritroso fino allo sbalzo roccioso che costituisce la fine del ghiacciaio. Risalito lo sbalzo e raggiunta nuovamente la zona dei laghi del Mandrone si devia verso destra in direzione del rifugio Città di Trento per una breve sosta (2449 m). Si riprende a salire faticosamente transitando nuovamente per il lago Scuro fino al passo Presena. (5 ore dal rifugio Lobbia Alta, con ciaspole calzate)Cima Presena

Prima di riprendere l’impianto che ci riporterà al passo Tonale ed all’auto, rimane ancora un pò di tempo per salire sulla facile e vicina cima Presena (3.069 m) che costituisce un eccezionale balcone panoramico sull’intero massicio Adamello-Presanella. (Non più di trenta minuti tra salita e discesa)

 

Panorama dalla cima Presena verso sud.

Foto panoramica

Profilo altimetrico

 

 

(Tutte le foto non firmate sono attribuibili ad Alberto Zerbini)

 

 

 

 

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Il tratto compreso tra i passi Tonale e Presena è stato coperto con gli impianti di risalita, sia all’andata che al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

Mappa Google

Mappa della cima:

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