Libro Aperto

APPENNINO TOSCO-EMILIANO
Libro Aperto 1.936 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
inverno-primavera 2005
Difficoltà:
Escursionisti Esperti EE
Escursionisti Esperti
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Ad un collega che mi chiedeva di spiegare il perchè della mia passione per la montagna ho risposto:” l’ascensione in montagna mi crea sempre un’aspettativa di gioia interiore e non ritorno mai a mani vuote, nonostante la fatica”.

Se questo è in generale il mio atteggiamento nei confronti della montagna, ne esiste un altro, particolare, che suscita in me pari interesse ed anche un pò di curiosità: il nome, che identifica una cima e la rende unica in un panorama di vette che per i profani può apparire uniforme.

Una di queste è appunto il Libro Aperto.

“Sembra che il nome derivi dalla somiglianza, riscontrabile dal versante toscano, con un libro dalle ampie pagine dischiuse sul dorso, costituito dall’alto bacino imbrifero del Rio Maggiore. Quello che è sicuro è che il toponimo Libro Aperto inizia ad apparire per la prima volta nelle carte redatte dall’Istituto Geografico Militare alla fine dell’Ottocento perché in epoca settecentesca , come nella carta del Vandelli del 1746, viene identificato come Monte Mandria.”

Clicca per ingrandireUna delle più rinomate caratteristiche della zona del Libro Aperto è la presenza del rododendro che fiorisce a luglio e del mirtillo nero, raccolto in agosto. Clicca per ingrandireNella parte meno elevata prevalgono foreste di abete bianco, nel versante toscano, e di faggio, nel versante emiliano.

Lasciata l’auto in località “i Taburri” di Fellicarolo, in comune di Fanano, a m 1230 di quota, il sentiero sale faticosamente dapprima per fitto bosco di faggi e quindi, per aereo persorso in cresta (Pizzo dei Sassi Bianchi, m 1692), raggiunge l’anticima e poi la cima principale del Libro Aperto (Monte Rotondo), in circa tre ore.

Clicca per ingrandireDopo una breve percorrenza del sentiero di cresta 00 in direzione Est (mezz’ora), il rientro procede con cautela, per la carenza di segnali indicatori ancora coperti dall’ultima neve invernale (uso delle ciaspole), affidandoci per l’orientamento allo scorrere del torrente Doccione che in questo pendio ha origine e ci accompagna fino ai Taburri.

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Mappa della cima:

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