Sas de Stria e Torre di Toblin

Dolomiti venete-trentino altoadige 

Data escursione: 5 Settembre 2023
Vetta: Sas de Stria - 2.477 m
Vetta: Torre di Toblin - 2.617 m
Organizzata: Privatamente
Difficoltà:
EEA - Escursionisti Esperti con Attrezzatura

 

      1. Siegfried Funeral March - Richard Wagner

5 settembre 2023 – Sas de Stria

Premessa: il nome della montagna rimanda ad antiche leggende locali che la facevano residenza di una strega (stria in ladino).

Cenni storici: Il Sas de Stria fu al centro di aspri combattimenti durante la prima guerra mondiale dopo che, nel 1915, il forte Tre Sassi sul passo Valparola fu colpito pesantemente dall’artiglieria italiana e dovette essere evacuato. Il Sas de Stria diventò la nuova fortificazione degli austro-ungarici, con il compito di difendere la val Badia e la val Pusteria contro gli attacchi italiani trincerati sul massiccio del Lagazuoi. La grande cuspide rocciosa di quasi 2500 m che sovrasta il passo Falzarego e quello del Valparola rimase inaccessibile agli italiani fino alla fine degli scontri nella zona.

Vano, infatti, si rivelò l’attacco di un piccolo dispiegamento del Regio Esercito guidato dal sottotenente Mario Fusetti che, il 19 ottobre 1915, arrampicò coi suoi uomini fino alle pendici della vetta che dovette poi essere abbandonata sotto la reazione austro-ungarica. Mario Fusetti cadde sul campo di battaglia insieme con altri commilitoni, colpito alla testa da una pallottola. (https://it.wikipedia.org/)

Solo nella seconda metà del Novecento, con il recupero dei sentieri, il Sas de Stria diventò una frequentata meta per turisti. Il restauro delle trincee e delle gallerie è avvenuta ad opera del corpo degli alpini; la visita di alcune gallerie è consigliata solo ad escursionisti esperti.

Oltre che per la via normale, con accesso dal Forte Tre Sassi, seguita nell’estate di 2018 , la vetta può essere raggiunta attraverso una via ferrata tracciata sulla parete sud-ovest, intitolata al sottotenente Mario Fusetti.

Escursione ad anello: compiuta in senso orario con partenza ed arrivo presso il parcheggio del Forte Tre Sassi (2183 m).

Profilo altimetrico

Profilo altimetrico Sas de Stria

Descrizione del percorso: Seguendo brevemente la carrareccia che prosegue in direzione del passo Falzarego, parallelo alla statale, percorriamo un valloncello erboso (segnavia 424) fino a quando una traccia, nei pressi di un grande masso (2185 m circa, nessuna indicazione se non qualche ometto) si stacca sulla destra risalendo il pendio detritico. La traccia conduce all’ingresso nord-est della galleria Goiginger.

L’ingresso è un poco angusto ma percorribile in piedi per quasi tutta la sua lunghezza, circa 500 metri. Presenta alcuni tratti completamente al buio, interrotti da aperture che si aprono sul fianco della montagna. E’ consigliato il caschetto e lampada frontale.

Usciti dalla galleria (2280 m. circa) si raggiunge una selletta con la postazione Goiginger. Qui si possono vedere i resti dello sbarramento austriaco con linee di trincee, fregi e graffiti.

Sas Stria da quota 2296

Sas Stria da quota 2296

Prima di proseguire sul sentiero che completa il periplo del Sas de Stria è possibile salire quota 2296 visitando resti di costruzioni, baraccamenti e caverne. Per giungere all’attacco della ferrata occorre perdere quota sul versante sud-ovest del monte fino ad incontrare l’indicazione della via Fusetti. 

Ferrata Fusetti

Ferrata Fusetti

La via ferrata, facile e molto ben attrezzata, richiede poco meno di un’ora. Si tratta di una ferrata breve e di modesta difficoltà, ma sicuramente di grande interesse storico.
La ferrata permette di raggiungere la vetta dal lato sud ovest passando tra le postazioni austro-ungariche che sono altresì toccate della via normale di salita. E’ stata realizzata durante l’estate del 2018 da due squadre di alpini impegnate nella ricerca dei resti del sottotenente Mario Fusetti, eroe del Sas de Stria e medaglia d’onore al valore militare.

In cima

In cima

Il ritorno, normalmente segnalato coi classici segni bianco-rossi, percorre profonde trincee, gallerie scavate nella roccia o costruite artificialmente, angusti cunicoli allestiti con scale di ferro o legno.

Fortino austro-ungarico

Fortino austro-ungarico

Tempi: ore 3 e 45 minuti dal parcheggio alla cima, transitando per la galleria Goiginger, la selletta omonima, quota 2296 m e ferrata Fusetti. Ore 1 e 15 minuti per la discesa sulla via normale.

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto. (Ad inizio percorso e nei pressi della galleria Goiginger sono presenti incongruenze tra livelli di quota a causa di un malfunzionamento del GPS

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6 settembre 2023 – Torre di Toblin

Dopo un pernottamento presso il lago di Misurina, al mattino, di buon ora, ci siamo portati all’inizio della strada a pagamento per salire al rifugio Auronzo.

Lago Misurina

Lago Misurina

Cenno storico: la montagna ha avuto un ruolo decisivo durante la prima guerra mondiale, in quanto sorgeva al confine tra Italia ed Impero austro-ungarico. Durante il conflitto, le truppe austriache avevano issato sulla cima della montagna un mortaio, con cui tenevano sotto controllo il Sasso di Sesto e le linee italiane. 

Escursione ad anello: compiuta in senso antiorario con partenza ed arrivo presso il parcheggio del rifugio Auronzo (2320 m).

Profilo altimetrico

Profilo altimetrico Torre di Toblin

Descrizione del percorso: dal rifugio Auronzo si raggiunge a piedi, tramite comoda stradina sterrata (sentiero 101), il rifugio Lavaredo (2344 m) e successivamente, attraverso la forcella Lavaredo (2454 m), si percorre il ghiaione del monte Paterno in direzione del rifugio Locatelli (2405 m).

Rifugio Locatelli

Rifugio Locatelli

Giunti al rifugio, imbocchiamo una traccia ben visibile, segnalata con dei triangoli rossi e paletto CAI, che inizia proprio “alle spalle” del rifugio stesso. Per arrivare all’attacco della ferrata dobbiamo prima aggirare il Sasso di Sesto sul lato destro e successivamente, passando per la sella tra i rispettivi monti, percorrere la traccia che continua alla sinistra della Torre di Toblin per raggiungere una croce metallica che segna l’inizio della ferrata.

Ferrata Scalette

Ferrata Scalette

Il sentiero delle Scalette (Scalette-Klettersteig) è la via che normalmente si utilizza per salire alla vetta dal versante nord. E’ una via ferrata composta da alcune scale metalliche, ripide ed esposte. Il nome della via origina dalle scale in legno che furono poste durante il primo conflitto mondiale per poter accedere alla vetta da dove si poteva tenere sotto controllo le linee italiane. La via ferrata, molto esposta ed impegnativa, non è quindi adatta a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di escursioni.

In cima

In cima

Il sentiero del cappellano Hosp (Feldkurat-Hosp-Steig) è invece solitamente utilizzato per la discesa in quanto non è così esposto come la via delle scalette e permette un percorso meno impegnativo, seppur attrezzato. Questa via ferrata, che scende sul versante est della torre, può essere utilizzata in salita da coloro che non si sentano in grado di affrontare il sentiero delle Scalette. (https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Toblin)

Ferrata Hosp

Ferrata Hosp

Al termine della discesa si incrocia, alla base della Torre, una traccia che si ricongiunge al sentiero di andata e conduce nuovamente al rifugio Locatelli.

Dal rifugio Locatelli, chiudiamo l’anello delle Tre Cime di Lavaredo imboccando il sentiero 105, alta via delle Dolomiti n. 4 , che, dopo aver tralasciato sulla destra in sentiero 102 per Landro, scende nella depressione del Pian da Rin (2190 m circa). L’evidente traccia, molto frequentata, risale in maniera abbastanza faticosa la Grava Longia, il basamento della Tre Cime, prima di raggiungere il Col Forcellina (2232 m) e malga Langalm (2283 m) presso alcuni piccoli laghetti.

Dalla malga proseguiamo ancora, con lieve e costante salita, fino alla forcella Col di Mezzo (2315 m) e da qui, sempre sul sentiero 105, si affronta un ultimo e breve tratto in falsopiano, facendo ritorno al parcheggio di partenza.

Tempi: ore 3 dal parcheggio del rifugio Auronzo all’attacco della ferrata delle Scalette; 1 ora per la  cima, transitando per sentiero delle Scalette; 1 ora per il ritorno al rifugio Locatelli tramite il sentiero del cappellano Hosp. Poco più di 2 ore per il ritorno al rifugio Auronzo tramite il sentiero 105.

 

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto. (Sono  presenti un paio di  incongruenza tra livelli di quota a causa della presenza di gallerie di guerra

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