Monte Serva

DOLOMITI BELLUNESI
Monte Serva 2.133 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
autunno 2010
Difficoltà:
Escursionisti E
Escursionisti
      1. Traccia 8
 Il Serva, visto da Belluno, appare molto imponente, ma dall’aspetto benevolo. E’ largo, prativo, segnato da conche leggermente ghiaiose che dividono la cima principale da quelle secondarie. Sembra un grande pascolo per le pecore. Da Ponte nelle Alpi appare invece aguzzo e ripido, mentre verso nord-est presenta un versante scosceso e oltremodo selvaggio.
Una montagna per tutte le stagioni.

“Il Serva non sarà la montagna di Belluno, titolo che spetta indubbiamente alla bellissima Schiara (che con le sue rocce dolomitiche caratterizza lo sfondo di tutte le fotografie turistiche della città) ma di sicuro è la montagna dei bellunesi, i quali la salgono quasi in processione per tutto l’anno, come se su quella cima vi fosse un santuario e non una semplice croce metallica. Durante l’inverno gli escursionisti segnano i dolci e regolari pendii innevati con curve e controcurve; in estate rendono visibile, a grande distanza, la parte sommitale del sentiero di salita indicandola con i propri corpi in fila, componendo una interminabile coda colorata ed affollandone infine la vetta”. (abcdolomiti.com)

Clicca per ingrandire Il luogo di partenza per le escursioni alla vetta è la località Cargador (1035 m), appena sopra Col di Roanza.

Clicca per ingrandireLa cima si raggiunge con relativa facilità, seguendo il sentiero 517; tuttavia il dislivello è notevole e la salita, sempre ripida, concede poca tregua. Maggior impegno ed attenzione richiede l’itinerario alternativo che risale il Valon de la Serva in direzione della caratteristica Boca de Rosp (1611 m), almeno fino alla forcella, per ritornare poi dolcemente inclinato fino alla Casera Pian dei Fioch (1739 m).

 

Clicca per ingrandireDalla casera, aperta in estate come alpeggio per numerosi greggi di ovini, si riprende a salire sulle ripide balze erbose fino alla cima dove la grande e recente croce, oggetto di inutili polemiche dove tutti dicono tutto ed il contrario di tutto, ci accoglie per il meritato riposo (poco più di tre ore da Cargador). Il colpo d’occhio è favoloso, reso più suggestivo dal suono soffuso delle campane che, dalla sottostante Belluno, annunciano l’ora di mezzodì. Si domina tutto il fondovalle del Piave e la città stessa, i Monti del Sole verso l’agordino mentre il vicino gruppo dolomitico della Schiara-Pelf sembra quasi farsi toccare con un dito. Poco oltre, verso nord ed inconfondibili per il loro profilo, si stagliano le regine delle dolomiti.Clicca per ingrandire

 

Clicca per ingrandireIl ritorno è lo stesso dell’andata fino alla Casera Pian dei Fioch. Si imbocca poi il sentiero 517 che con ampio giro discende la conca erbosa sotto la casera e raggiunge poi il Col Cavalin (1394 m), da dove ci si cala nel bosco con i caratteristici colori autunnali fino a giungere alla strada forestale che riporta a Cargador (poco meno di due ore dalla vetta).

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

Boca de Rosp : clicca per aprire la foto Vista sulla Schiara : clicca per aprire la foto Valon de la Serva e Boca de Rosp : clicca per aprire la foto Segnavento e cima : clicca per aprire la foto Boda de Rosp e Valon de la Serva : clicca per aprire la foto

Mappa della cima:

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