Corno di Tres (altopiano di Predaia)

Mendola - Cime di Vigo 

Data escursione: 20 Febbraio 2022
Vetta: Corno di Tres - 1.812 m
Vetta: Quota 1 - 1.752 m
Vetta: Quota 2 - 1.798 m
Organizzata: Privatamente
Difficoltà:
EEAI - Escursionisti Esperti in Ambiente Innevato

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      1. Concerto per flautino II mov - Vivaldi

Escursione facile e tranquilla, almeno fino alla cima del Corno di Tres. L’ampio sentiero forestale (n. 503), che sale dal rifugio Predaia “ai todes’ci” (1397 m) e copre il dislivello di 400 metri circa fino alla cima, si svolge quasi interamente nel bosco tranne un paio di ampie e soleggiate radure di cui la seconda occupata dalla malga Rodeza (1570 m).

Mappa Corno di Tres

Mappa Corno di Tres (visittrentino.info)

Il rifugio Predaia domina la valle di Non, con vista sul gruppo del Brenta, oltre il quale tramonta il sole. Si raggiunge, per chi proviene da sud, tramite la SP 13 della Predaia che sale da Vervò fino all’albergo rifugio Sores (1203 m) e quindi su strada secondaria asfaltata per circa 2 chilometri.

Il manto nevoso è poco spesso, nonostante la nevicata di pochi giorni prima. I continui passaggi lo hanno reso compatto e ghiacciato; può risultare perciò utile l’ausilio di ramponcini mentre la ciaspole, ritenute superflue, vengono lasciate in auto.

Località Laget

Località Laget

In poco meno di 2 ore si perviene alla cima del Corno, meta assai frequentata dagli escursionisti per la facilità con cui può essere raggiunta ma soprattutto per lo straordinario panorama offerto dalla sua cima, seppure di modesta elevazione. Il sentiero n. 503 sale dolcemente nel bosco fino a quota 1707 (indicazioni per sella di Favogna). Poi cambia numerazione (n. 500) e diviene leggermente più impegnativo verso la vetta.

Panorama dalla vetta

Panorama dalla vetta

Per il ritorno si prospettano un paio di alternative alla poco invitante discesa per la stessa via di salita. La prima prevede la discesa, in direzione sud, verso la sella di Favogna (1563 m); poi la svolta a nord sul sentiero n. 533 che, con un giro simile a quello percorso in salita ma più lungo e ad una quota costantemente più bassa, ritorna nei pressi del rifugio Predaia “ai todes’ci”, risalendovi. La seconda alternativa, a mio avviso più interessante, prevede il ritorno lungo un itinerario di cresta (sentiero Italia-n. 500), alpinistico per esperti. Esso scende verso nord superando un paio di punti panoramici prima del Corno del Cervo ed imbocca quindi un sentiero che scende sulla sinistra confluendo in breve nei pressi di malga Rodeza.

In vetta

In vetta

Un cartello indicatore in cima ed evidenti e recenti segni bianco-rossi sugl’alberi ci confortano nella scelta della seconda alternativa per la discesa, nonostante il manto nevoso sia più spesso e soffice, appena segnato da una recente traccia sci-alpinistica che suggerisce la direzione.

Avendo avuto le ciaspole, sarebbero ritornate utili; non potendo fare diversamente ci accontentiamo dei ramponcini e delle ghette. 

Con alcuni sali-scendi, a volte sprofondando nella neve fin oltre il ginocchio, con il bosco alla nostra sinistra ed il crinale che sprofonda a destra nella sottostante valle dell’Adige, mille e cinquecento metri più in basso, superiamo quote 1752 e 1798; su quest’ultima ci concediamo una sosta rigenerante (45 minuti dalla cima principale).

Panorama sulla valle dell'Adige

Panorama sulla valle dell’Adige

Si riprende il cammino in discesa fino alla località Sattel (1744 m) e nuovamente giù verso il successivo bivio dove abbandoniamo il sentiero Italia-n. 500, per raggiungere malga Rodeza, aperta. (1 ora da quota 1798 m)

Dalla malga si rientra al rifugio Predaia “ai todès-ci” per la via dell’andata (40 minuti).

Profilo altimetrico

Profilo altimetrico

 

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

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Corno di Tres
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