Cima delle Vacche Castelat e Cornor

PREALPI VENETE
Cima delle Vacche 2.058 m
Monte Castelat
2.208 m
Monte Cornor
2.170 m
(Alpago)
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
autunno 2018
Difficoltà:
Escursionisti Esperti EE
Escursionisti Esperti
Scarica traccia GPS in formato GPX, GDB e KMZ
      1. Ouverture Guglielmo Tell I parte - Rossini
La dorsale ad arco, rivolta verso occidente e comprendente le cime Vacche, Castelat e Guslon, forma una catena secondaria rispetto a quella principale che inzia dal monte Colombera a sud e continua poi verso nord-ovest collegando il Cimon di Palantina al gruppo Cavallo-Laste, alle cime Valpiccola e Valgrande, ai monti Sestier e I Muri.  L’anello che collega le due catene è costituito dal monte Cornor che sovrasta la forcella Laste, con l’omonimo bivacco e, poco sotto, il rifugio Semenza.
Foto panoramica

Catena Vacche-Castelat-Guslon dalla Costa Schienon: da sinistra monte Guslon, forcella Castelat, monte Castelat cima ed anticima, cima delle Vacche.

Da malga Pian Grant (1211 m, parcheggio a pagamento) si imbocca la stradina forestale chiusa al traffico e la si percorre superando le malghe Pian delle Lastre e Manteo, fino a raggiungere, poco dopo, la base del costone boscato (costa Schienon) che segnerà la direzione di salita alla piramide di cima delle Vacche (cartello direzionale). Si piega quindi a destra e si risale, inizialmente per bosco, la cresta occidentale della cima. Più in alto, dove la vegetazione dirada, la cresta si fa più aerea e panoramica. La si percorre integralmente, salendo con pendenza moderata, fino ad arrivare all’ultimo tratto poco sotto la vetta dove la pendenza si fa più sostenuta. Cima VaccheDa qui in breve si raggiunge la cima. (ore 2 dal parcheggio)

Cresta Vacche Castelat

Si procede quindi, con direzione est-nord, lungo l’affilata cresta affrontando un primo, breve, passaggio delicato, molto esposto ed in leggera discesa, fino ad una piccola forcella oltre la quale si risale seguendo un sentiero poco marcato e privo di segnaletica. Tutto il percorso successivo in cresta, fortemente esposto, alterna tratti rocciosi a ripidi pendii a prato, in un continuo saliscendi che accompagna dapprima all’anticima e quindi alla vetta del monte Castelat. Cima CastelatIn cima, a fianco di un ometto di sassi, un masso reca l’indicazione del nome, la quota raggiunta ed un disegno stilizzato di un “dolfin”, il tipico pettine di prua della gondola veneziana. (ore 4 dal parcheggio)

 

 

Cresta Vacche-Castelat da cima delle Vacche: da sinistra forcella Castelat, monte Castelat cima ed anticima e cresta. In secondo piano monte Laste e Cimon del Cavallo.

Foto panoramica

Dall’allungata dorsale del Castelat, verso occidente si staglia la massiccia sagoma del monte Guslon, separato da una marcata forcella, già risalito nella veste invernale un paio di anni prima. Il panorama meridionale è in parte occultato da una nebbia (o nuvolaglia) insistente mentre verso nord la vista si fa più ampia e pulita.

Catena Alpago verso nord da monte Castelat.

Foto panoramica

Cima CornorDalla cima del Castelat si scende per cresta molto aerea, non segnata ma intuitiva, fino alla forcella Cornor (2099 m) sempre visibile sotto di noi. Si riprende quindi la salita alla terza vetta della giornata che viene raggiunta dopo circa mezz’ora dalla partenza di cima Castelat.

 

Catena Vacche-Castelat dal monte Cornor: da sinistra avvolta nelle nuvole cima delle Vacche, cresta di salita al monte Castelat, versante est di discesa dal monte Castelat fino alla forcella Cornor, non visibile.

Foto panoramica

Profilo altimetrico

La discesa, nuovamente in cresta, verso il rifugio Sapienza (2020 m, già chiuso, ore 1 dalla vetta del Castelat) su esile traccia priva di segni, è facilitata dai riferimenti del rosso bivacco invernale e del rifugio stesso. Il bel percorso richiede passo fermo ed un pò di tecnica di arrampicata in discesa in corrispondenza di alcuni punti esposti ed aerei, classici motivi delle creste dell’Alpago. Le difficoltà non superano il I° grado, ma non sono da sottovalutare in caso di vento forte o fitta nebbia.

Ancora due ore saranno necessarie per ritornare a malga Pian Grant, lungo il sentiero 926 che, a metà del proprio percorso, si immerge nel fitto bosco della costa Schienon, già ammantato nei suoi caldi colori autunnali.Bosco Schienon

 

 

 

 

 

 

 

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata e verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

Mappa Google

Mappa della cima:

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