Punta San Matteo e Dosegù

GRUPPO ORTLES-CEVADALE
Punta San Matteo
3.678 m
Cima Dosegù
3.555 m
Organizzata dal Club Alpino Italiano Organizzata dal CAI
estate 1981
Difficoltà:
Alpinistica AG PD
Alpinistica su ghiaccio, poco difficile
      1. Carmina Burana - O fortuna - Orff
 
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 San Matteo: in cima : clicca per aprire la foto  Selletta tra San Matteo e Doseg� : clicca per aprire la foto

Due giorni dopo aver completato l’ascensione al Pizzo Tresero (vedi pagina precedente), sempre dal rifugio Berni, al passo Gavia, che ci ha ospitato per una settimana, abbiamo raggiunto le due cime in un’unica giornata, prima tra tutte la Punta San Matteo, stupenda piramide di neve, e successivamente la cima Dosegù, attraversando l’omonimo ghiacciaio, carico di crepacci. Clicca per ingrandire

I miei occhi hanno retto benissimo allo strapotere che la luce può raggiungere, a causa degli effetti combinati di quota e ghiacciaio, in una stupenda giornata di sole.

Dal rifugio Berni (2.541 m) si attraversa la strada imboccando il sentiero che scendendo costeggia i ruderi del vecchio rifugio e prende a salire fino a raggiungere un costone oltre il quale si affaccia il fronte seraccato del ghiacciaio di Dosegù. Risalendo il ghiacciaio si punta in direzione di una selletta  che divide la cima del San Matteo da quella del Dosegù.
Gli ultimi metri prima della selletta sono più ripidi e faticosi.
Dalla selletta (3.550 m) si perviene alla cima San Matteo seguendo la cresta di destra, in parte ripida e stretta e con poderose cornici di neve sulla parete nord. Procedendo su quella di sinistra, con analogo percorso, ci si porta sulla cima Dosegù.

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 San Matteo: la cima : clicca per aprire la foto  Salita al San Matteo : clicca per aprire la foto  Ghiacciaio del Dosegù: crepacci : clicca per aprire la foto  Dosegù e Pedranzini dalla selletta : clicca per aprire la foto  Dosegù Pedranzini e Tresero dal S. Matteo : clicca per aprire la foto

La punta San Matteo prende il nome da un evento occorso a Julius Payer nel 1867. Precipitato per la rottura di una cornice di cresta vicino alla vetta, si fermò illeso centinaia di metri più sotto, sul ghiacciaio dei Forni. Era il giorno di San Matteo.

La zona della cima fu teatro di battaglie durante la guerra del ’15-’18. Qui perse la vita il capitano Berni (a cui è dedicato il rifugio) scomparendo nei ghiacci vicino alla vetta.(www.sassbaloss.com) – “Con la promozione a capitano per meriti di guerra, Arnaldo Berni è destinato al comando della 307ª Compagnia del Battaglione Skiatori Monte Ortler di nuova costituzione. Con tale reparto si troverà negli ultimi mesi di guerra a combattere in zona Gavia, per la presa e per la difesa del San Matteo, a 3678 metri. Dopo la conquista italiana della massima elevazione montuosa della zona, il capitano Berni rimane sul posto per organizzare le difese della posizione. Lassù, il 3 settembre del 1918 trova la morte durante l’attacco che porta alla riconquista della vetta da parte degli imperiali.” (www.alpinia.net)

Percorso disegnato su mappa Google Earth; in rosso andata e ritorno per il San Matteo e Dosegù, in una giornata; in rosso-giallo, andata e ritorno per il Pizzo Tresero in un altro giorno.

Mappa della cima:

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