Mont Alt de Pelsa

GRUPPO CIVETTA-MOIAZZA
Mont Alt de Pelsa 2.417 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
primavera 2014
Difficoltà:
Escursionisti Esperti EE
Escursionisti Esperti
Scarica traccia GPS in formato GPX, GDB e KMZ
      1. Fiore di Manuela - Coro Marmolada (VE)
 Il Mont Alt de Pelsa, poderoso bastione a picco sulla valle del Cordevole, costituisce il margine occidentale del gruppo del Civetta-Moiazza. E’ un eccellente punto di osservazione sull’intero e vicino gruppo mentre la vista spazia altrove a 300 gradi. La sua cima è ingiustamente trascurata (segnaletica scarsa!) pur presentando un meraviglioso percorso sull’erbosa cresta con andamento nord-sud.
Dalla cresta innevata del Mont Alt de Pelsa, foto panoramica verso sud-ovest, da sinistra Pale di San Martino, San Pellegrino e Marmolada.

Clicca per ingrandire

Da Listolade si risale la valle Corpassa, su stretta stradina asfaltata, fino alla Capanna Trieste (1135 m) dove si può parcheggiare.
Si prosegue su strada forestale (sent. 555) che risale dolcemente la valle, si transita sotto la poderosa Torre Trieste e dopo alcuni tornanti si perviene all’erboso Pian delle Taie (1600 m. circa) dove la vista si apre verso i frastagliati Cantoni di Pelsa. Ancora pochi minuti di piacevole percorso nel bosco (prime tracce dell’ultima neve primaverile) e si giunge al rifugio Vazzoler (1714 m) dopo poco più di ore 1,30 dalla partenza. Clicca per ingrandire

Dal rifugio si prosegue ancora sulla forestale che esce nuovamente dal bosco. Prima di attraversare, con lievi saliscendi, l’area franosa alla base della Torre Venezia s’incontra sulla sinistra un bivio per casera Pelsa, protetto da grande cancello in legno; noi procediamo a destra su sentiero 560 con direzione del rifugio Tissi. Oltrepassata località Casa Favretti, continuiamo su sentiero fino ad un secondo bivio, quotato 1900 metri circa (probabilmente località Le Forzelete dove la cartina Tabacco segnala una deviazione a sinistra su sentiero. L’imbocco del sentiero è appena accennato e presenta un cartello, con indicazione casera Pelsa, infisso sul tronco di un giovane abete abbattuto. Clicca per ingrandireNon certi che si tratti della località Forzelete, procediamo in direzione nord sul 560 fino alla Sella di Pelsa (quota 1954 m) nella speranza di trovare cartelli più chiari. Nessuna ulteriore segnaletica interverrà in nostro soccorso; si torna quindi indietro verso l’ultimo bivio segnalato.

Imboccato quindi il sentiero (il 562), dopo poche decine di metri, la traccia diviene sempre più tenue ed i classici segni bianco-rossi si perdono nella fitta vegetazione di inestricabili mughi e contorti larici isolati, probabilmente nascosti sotto le numerose lingue di neve. Sopra di essa (la vegetazione) ci si sporge “cercando di individuare il percorso da seguire lungo una linea ipotetica che non conduca mai ad un punto senza uscita” (M. A. Ferrari: Il vuoto alle spalle). Clicca per ingrandireCon percorso non obbligato da segnalazioni e con notevole impegno si supera l’estesa fascia di mughi per tornare nuovamente su terreno aperto dove si procede a vista in direzione della lunga cresta sommitale. La cima, ancora parzialmente innevata, è raggiunta dopo ore 4,30 dalla partenza; meraviglioso panorama sull’alto Agordino e sulla vicinissima Civetta.

Clicca per ingrandireArrivati in cima “si inizia ad ascoltare il proprio corpo, i battiti del cuore ritornare lentamente regolari, il respiro farsi più disteso, i muscoli rilassarsi nel senso di benessere guadagnato dopo lo sforzo” (M. A. Ferrari: Il vuoto alle spalle).

La cresta sommitale si allunga quasi pianeggiante ed erbosa con direzione nord-sud; la percorriamo verso mezzogiorno, al ritorno, sfruttando alcune tracce di camosci  fin quasi alla cima Palazza Alta (2255 m), in corrispondenza della quale termina la ferrata Fiamme Gialle che proviene dal versante ovest.Clicca per ingrandire Dalla cresta appena percorsa, la spianata a pascolo della casera Pelsa è quasi sempre visibile sotto di noi ma per raggiungerla è necessario riattraversare la fitta vegetazione di inestricabili mughi e nuove lingue di neve, imprigionata nelle loro ombre.

Clicca per ingrandireAlla casera, durante un momento di riposo, ci coglie improvviso un gran fragore ed un immenso nuvolone di polvere e detriti, simile a nube piroclastica, ci appare da dietro la Torre Trieste, avanzando verso il basso come un’onda poderosa. Nonostante la nostra posizione di assoluta sicurezza, l’etica di montagna ci suggerisce di contattare immediatamente il Soccorso Alpino. Clicca per ingrandire

Verremo richiamati a più riprese da questo e dai Vigili del Fuoco per comunicare informazioni importanti e dettagliate sul luogo esatto della grande frana che, come si vedrà successivamente, ha interessato la parete sud-est del Castello della Busazza e raggiunto i tornanti della forestale che collega capanna Trieste al rifugio Vazzoler. In quel punto, doveroso per noi ripercorrere nel ritorno, troveremo ad attenderci un mezzo fuoristrada del Soccorso Alpino e verremo accompagnati al parcheggio dal signor Elvis De Nardin.

Dalla cresta innevata del Mont Alt de Pelsa, foto panoramica verso nord-ovest, da sinistra Marmolada, Sella, Lagazuoi e Tofane, Cristallo.

 

 

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

 

Click per vedere la foto

Sella di Pelsa : clicca per aprire la foto Frana : clicca per aprire la foto Pian delle Taie : clicca per aprire la foto Fascia di mughi in salita : clicca per aprire la foto Rifugio Vazzoler : clicca per aprire la foto Yak ? : clicca per aprire la foto Fascia di mughi in discesa : clicca per aprire la foto Panorama su Cencenighe : clicca per aprire la foto Segnale IGM : clicca per aprire la foto Click per vedere la foto Click per vedere la foto

Mappa della cima:

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