Jof Fuart

CATENA MONTASIO-FUART
Jof Fuart 2.666 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
estate 2011
Difficoltà:
Escursionisti Esperti Attrezzato EEA
Escurs. Esperti Attrezzato
      1. Losing my religion - Rem
Il Jof Fuart si eleva tra il Castrein, da cui è separato dalla forcella Mosè ed il gruppo formato dalle Madri dei Camosci e Cime di Riofreddo. Possiede due cime: la nord di qualche metro più alta di quella sud che rappresenta il punto tradizionale di arrivo. La via normale sale dal rifugio Corsi sul versante meridionale, sfruttando una serie di fasce erbose alternate a strati rocciosi in parte attrezzati. Dalla cima si gode uno splendido panorama sull’intera catena del Castrein, Buinz e Montasio, sul gruppo del Canin, sul Mangart e Tricorno.Durante la prima guerra mondiale, le zone circostanti al rifugio furono teatro di numerose e sanguinose battaglie poichè  la linea di confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico passava sul crinale Montasio-Jôf Fuart.
E’ lecito vantare un credito nei confronti di una montagna? A distanza di 10 anni esatti, tanti ne sono trascorsi dalla prima escursione in quei luoghi, conclusasi senza fortuna, tale obbligazione può ritenersi completamente risolta. Considerata la peculiarità della nostra compagnia, non più giovane, i tempi oggettivi di percorrenza, per l’intera escursione, si sono dilatati lievemente: ma a chi giova correre quando il tempo a disposizione è sufficientemente lungo? Ciò che più importa è andare per monti trovandovi diletto, seppure con fatica.

Primo giorno:
da Sella Nevea (1175 m) al rifugio Guido Corsi (1847 m);
Segnavia: 625;
Tempo di percorrenza: 3,30 circa;
Difficoltà: (E) = escursionisti;
Dislivello: 850 metri in salita, fino al Passo degli Scalini (2022 m), poi discesa al rifugio.

Clicca per ingrandireUn ringraziamento particolare va rivolto a Cristiano, il gestore del rifugio Corsi, grazie al cui consiglio abbiamo affrontato la salita al Jof Fuart per la via attrezzata Anita Goitan. Il rifugio Corsi, che sorge sulle rovine della capanna Findenegg distrutta durante la prima guerra mondiale, è situato su un terrazzo erboso in bella posizione, al centro di un anfiteatro coronato dal versante orientale delle Cime Castrein, dal versante meridionale del Jof Fuart, delle Madri dei Camosci e della Cima di Riofreddo e da quello occidentale della Cima del Vallone. Magnifica la vista panoramica sulla catena che va dalla Cima del Lago al Monte Forato.Clicca per ingrandire

L’imbocco del sentiero 625 è situato nei pressi della casermetta della Guardia di Finanza di Sella Nevea. Dopo un tratto di bosco, poco oltre la Casera Cregnedul, che si lascia sulla sinistra, si esce su terreno aperto.Clicca per ingrandire

Continuando in salita con splendide visioni sul gruppo del Canin, si aggira un costone e, con una serie di tornantini, si perviene al Passo degli Scalini (2022 m). Da una cimetta, ad un paio di minuti dal passo, si apre un panorama stupendo verso la conca del rifugio con il gruppo del Jóf Fuart mentre più a destra spicca il maestoso Mangart. Si scende verso il rifugio transitando sulle cenge sotto la Parete delle Gocce ed il Campanile di Villaco, con postazioni di guerra austro-ungariche. (www.rifugiocorsi.it)Clicca per ingrandire

Secondo giorno:
dal rifugio al vetta del Jof Fuart (2666 m), percorrendo il sentiero attrezzato A. Goitan e ritorno a Sella Nevea;
Segnavia: 625 – 627 – sentiero Goitan – parte finale della via normale per la vetta – 625;
Tempi di percorrenza: circa 7 ore. Per la discesa a Sella Nevea ancora 2,30 ore circa;
Difficoltà: (EEA) = escursionisti esperti attrezzato;
Dislivello: circa 960 metri in salita e 1800 in discesa.

Clicca per ingrandireIl percorso attrezzato A. Goitan inizia alla Forcella di Riofreddo  e termina alla Forcella Lavinal dell’Orso. L’ambiente è severo, regno incontrastato di stambecchi e camosci, e caratterizzato da cenge a tratti esposte, enormi pilastri e bizzarre formazioni di roccia. Le difficoltà non sono mai eccessive; si tratta comunque di una ferrata consigliata ad escursionisti esperti. Clicca per ingrandire

Clicca per ingrandire

Dal rifugio si seguono le indicazioni per i sentieri 625-627 che salgono sulla destra verso la Forcella del Vallone, per continuare poi a sinistra sul solo 627 che si avvicina alla parete sud della Cima di Riofreddo seguendo i bolli rossi che salgono all’attacco della via ferrata posta nella stretta forcella di Riofreddo (targa, ore 1,30 circa dal rifugio).

Clicca per ingrandireLa cengia principale, che verrà percorsa fino ad incrociare la via normale allo Jof Fuart, si snoda tra le pareti della Cima di Riofreddo, dell’Innominata e delle Madri dei Camosci, interrompendosi in corrispondenza delle spaccature tra queste cime, dove si affrontano i punti più esposti ed impegnativi. Abbandonata la cengia (ore 2,00 circa dall’attacco) si segue la via normale che accompagna alla cima in poco meno di un’ora.Clicca per ingrandire

Clicca per ingrandireSi scende per lo stesso sentiero di salita fino all’incrocio con il Goitan e si prosegue a destra sull’altrettanto splendido cengione dominato da enormi torrioni-colonne che si ergono inquietanti sulla parete sud dello Jof Fuart, quasi a volerlo sorreggere.

Si giunge quindi alla Forcella Mosè, dove la vista si apre stupenda sul gruppo del Montasio per poi scendere, con cautela, attraverso il colatoio che porta al rifugio Corsi (ore 2,30 dalla cima).

    Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: in rosso salita al rifugio, primo giorno; in giallo sentiero attrezzato Anita Goitan per la cima e ritorno a Sella Nevea, secondo giorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto. 

Croce al passo Scalini : clicca per aprire la foto Discesa da forcella Mose` : clicca per aprire la foto Torri del Jof Fuart : clicca per aprire la foto Croce di vetta : clicca per aprire la foto Innominata : clicca per aprire la foto Tramonto dal rifugio : clicca per aprire la foto Forcella Riofreddo : clicca per aprire la foto

Mappa della cima:

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