Col Rosà

DOLOMITI AMPEZZANE
Col Rosà 2.160 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
fine maggio 2017
Difficoltà:
Escursionisti Esperti Attrezzato EEA
Escurs. Esperti Attrezzato
Scarica traccia GPS in formato GPX, GDB e KMZ
      1. Concerto per oboe e archi V mov - Corelli

Bella ed impegnativa via ferrata che percorre l’esposta parete sud-ovest del Col Rosà, isolata punta rocciosa tra le Tofane e il Pomagagnon.  La seppur breve e verticale salita (completamente attrezzata) è di estrema soddisfazione per l’esperto escursionista, accolto sulla cima dall’insospettato belvedere sulla valle del Boite e sulle montagne che circondano Cortina.

 

Oltre Cortina, salendo verso nord per la strada che conduce a Dobbiaco, si può parcheggiare l’auto nei pressi del camping Olympia (1290 m. circa). Si transita presso l’entrata del campeggio per prendere la strada forestale che segue la destra orografica del torrente Boite, segnavia 417. Avvicinamento alla ferrataCon scarsi dislivelli si percorre la comoda mulattiera nel bosco di conifere fino a trovare sulla sinistra il sentiero 408 che sale ripidamente il costone della val Fiorenza. Ci troviamo nel parco naturale delle dolomiti ampezzane e l’aria che si respira è piena di fragranze naturali. In alto, tra le fronde degli abeti, emerge il colle che andremo a salire. Avvicinamento alla ferrataSi segue il tracciato del sentiero fino alla sella boscata del passo di Posporcora (ore 1.30 dalla partenza, quota 1720 m). Il cartello che segnala la ferrata indica la direzione del sentiero che sale a destra tra gradoni rocciosi e mughi, avvicinandosi alla parete verticale con i resti di una costruzione militare risalente alla Grande Guerra e superandola.

 

In ferrataDalla targa della ferrata (1880 m circa) si sale per rocce e mughi fino al verticale spigolo che, guardando verso la grande valle del Boite e la conca di Cortina, segna la direttrice della ferrata. Le prime funi salgono verticalmente sulle pareti sovrastanti dando subito un’idea della difficoltà della via. Dall’attacco si supera un erto diedro coperto di mughi per proseguire sulle più pulite rocce nel mezzo dello spigolo. Quindi, superato un camino e affrontata una breve ed esposta traversata, si salgono le divertenti e gradinate rocce, preludio ai vicini mughi della terrazza sottostante la cima (2100 m circa). In ferrataSi segue il breve sentiero pianeggiante verso est fino all’ultimo salto roccioso attrezzato con staffe in ferro che consentono di raggiungere la vetta, con piccola croce in legno, e godere del fantastico panorama (ore 3.15 dalla partenza).

 

Panorama a 360° dalla cima : da sinistra val di Fanes, Taburlo, Croda del Becco in secondo piano, Croda Rossa, val Felizon, monte Cristallo in secondo piano con il Pomagagnon in primo piano a fianco della croce, Sorapis in secondo piano dietro la croce, piana di Cortina, Pelmo in secondo piano, il gruppo delle Tofane ed infine Croda del Valon Bianco, divisa dal Taburlo dalla val di Fanes.

Panorama

Panorama verso nord-est: da sinistra Croda Rossa e la Croda de r’Ancona di fronte, val Felizon e monte Cristallo (innevato) con il Pomagagnon davanti.

Panorama

In cima

Per la discesa si procede verso nord seguendo il sentiero segnato 447 tra facili canalini, roccette e mughi, attraversando poi resti di postazioni militari risalenti alla Grande Guerra e grotte scavate nella roccia. Piegando verso oriente il sentiero entra nuovamente nel fresco del bosco fra canali franosi, con gradini in legno e ghiaie, ed incrocia infine la strada forestale, segnavia 417, che fiancheggia il torrente Boite fino al camping Olympia (ore 2,15 dalla cima). Poco prima di arrivare al campeggio ci concediamo una sosta rinfrescante e rigenerante in riva al torrente.Torrente Boite

 

Profilo altimetrico

 

 

 

 

 

 

 

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

Mappa Google

Mappa della cima:

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