Lastron dei Scarperi

DOLOMITI DI SESTO
Lastron dei Scarperi 2.957 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
ottobre 2015
Difficoltà:
Escursionisti Esperti EE
Escursionisti Esperti
Scarica traccia GPS in formato GPX, GDB e KMZ
      1. Concerto per flautino II mov - Vivaldi
Escursione di grande interesse panoramico nel gruppo dei Tre Scarperi, nel parco naturale delle Dolomiti di Sesto su percorsi che diventano poco frequentati appena ci si allontana dai rifugi delle Tre Cime. Dislivello abbastanza contenuto ma con diverse variazioni di quota.
Discesa del canalino con cordaItinerario abbastanza lungo, sconsigliabile in caso di scarsa visibilità poichè l’orientamento può risultare difficoltoso, soprattutto dopo la forcella di San Candido. Qualche passaggio di I° grado tra forcella Bassa e la cima dove i segni risultano molto sbiaditi seppure su traccia abbastanza evidente. Un solo tratto impegnativo nel ripido, stretto e franoso canalino poco prima della piatta cima (uso della corda in discesa).Da forcella Lavaredo al rifugio Locatelli

Dal rifugio Auronzo (2320 m), raggiungibile da Misurina attraverso una strada a pagamento, si prende il largo sentiero 101 per il rifugio Lavaredo (chiuso) ed oltre, per la forcella Lavaredo (2454 m) che divide le Tre Cime dalla Croda Passaporto. In un’ora circa dalla partenza si raggiunge il rifugio Locatelli (2405 m, chiuso), oltre il quale, ignorando il bivio con il sentiero 102, si procede per traccia senza numero sui fianchi orientali della Torre di Toblin. Forcella San CandidoSi scende in breve verso forcella San Candido (2381 m), con resti evidenti di trincee della I° guerra mondiale, dove un cartello indica il sentiero per la cima.

Forcella BassaSi supera un primo salto roccioso per giungere alla forcella Bassa (2512 m) dalla quale ci si immette, perdendo nuovamente quota, in un arido vallone detritico (Cadin di San Candido) che divide i contrafforti del Crodon omonimo, a destra, da quelli della Torre Gioppi situata a sud-ovest del Lastron degli Scarperi.

Al centro del vallone si inizia a risalire ripidamente, dapprima su terreno detritico poi su lastroni di misto roccia. Mantenendo la sinistra del vallone si ignorano evidenti tracce che risalgono la parte opposta in direzione della forcella del Crodon di San Candido. Cadin di San Candido

Canalino roccioso per la cimaIntorno a quota 2700 m, in presenza di un leggero strato di neve fresca, deviamo a sinistra in direzione di un ripido canalino roccioso che, come detto in precedenza, rappresenta il passaggio più delicato di tutta l’escursione, dovendo procedere su roccia molto friabile e ricoperta di ghiaino. Superato il tratto impegnativo si perviene ad una piccola sella innevata oltre la quale il terreno diviene più stabile. Sella prima della cimaAlcuni omini di pietra segnalano il percorso mentre l’orizzonte si apre notevolmente in tutte le direzioni. Appare infine la piccola croce di legno, affiancata da una serie di alti omini di pietra che annunciano l’arrivo sulla piatta cima (poco più di 4 ore dal rifugio Auronzo, brevi soste incluse).In vetta

 

 

 

Panorama verso est dalla cima del Lastron dei Scarperi: da sinistra Croda Rossa di Sesto, Cima Undici, Popera e Croda dei Toni.

Panorama verso est

Dalla cima il panorama è grandioso e molto vasto, complice la stupenda giornata di inizio autunno.

Panorama verso sud-ovest dalla cima del Lastron dei Scarperi: da sinistra Paterno, Tre cime di Lavaredo, Cristallo con il monte Piana davanti e Croda dei Rondoi con dietro la Croda Rossa ampezzana. In primo piano, sempre da sinistra, Torre di Toblin e Torre dei Scarperi.

Panorama verso sud-ovest

Ritorno: per la medesima via di salita (poco più di 3 ore dalla cima, soste escluse).

Soddisfatto, ampiamente ripagato della fatica sopportata ed un tantino stanco, durante il ritorno mi sono concesso una lunga sosta presso il rifugio Locatelli in attesa che i miei compagni d’escursione completassero la breve salita (attrezzata) alla Torre di Toblin. Non potevo certo compromettere le mie residue risorse in vista dell’ulteriore ora di cammino necessaria per raggiungere l’auto parcheggiata presso il rifugio Auronzo e delle successive quattro ore di guida per ritornare a Ferrara. Al riparo delle vecchie e solide mura del rifugio Locatelli, ritemprato dal tiepido sole pomeridiano, ho dato fondo alle mie ultime provviste giornaliere contemplando e godendo dello spettacolo unico offerto dalle possenti Cime di Lavaredo e della slanciata mole del Paterno.

Profilo altimetrico

(Tutte le foto non firmate sono attribuibili ad Alberto Zerbini, compagno d’escursione)

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

Mappa Google

Mappa della cima:

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