Cauriol

CIMA D’ASTA-LAGORAI
Monte Cauriol 2.494 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
primavera 2006
Difficoltà:
Escursionisti Esperti EE
Escursionisti Esperti
      1. Canti Alpini - Monte Cauriol
Escursione abbastanza impegnativa per lunghezza e dislivello: dai 1116 m. del rifugio privato Refavaie (alta Valle del Vanoi) si raggiungono i circa 2500 m. della cima Cauriol, con tempi di percorrenza che sfiorano complessivamente le 8 ore. Il sentiero n. 320 accompagna dapprima al Passo Sadole (2.066 m); poi su tracce di sentiero segnato, percorrendo la cosidetta “Via italiana” si raggiunge la Selletta Carteri (2344 m) dalla quale, procedendo a sinistra si sale sul Piccolo Cauriol (2404 m) e successivamente, ritornando alla selletta stessa, si procede in direzione della cima principale del Cauriol. Si affronta la discesa sul versante opposto attraverso la Via austriaca per risalire nuovamente al passo Sadole e ridiscendere, sempre sul sentiero 320, al rifugio Refavaie.

Clicca per ingrandireE’ indicata per chi vuole conoscere l’aspetto naturalistico della valle del Vanoi,  considerata il cuore verde del trentino grazie alla varietà della flora e della fauna,Clicca per ingrandire che cambia man mano che si raggiunge la vetta.Clicca per ingrandire L’itinerario è particolarmente indicato per chi ama la solitudine ed i percorsi via via più impegnativi e ben poco frequentati.

Nella lunga catena porfirica del Lagorai, che si estende per una quarantina di chilometri tra la Valsugana, la Val Cembra, la Val di Fiemme per infrangersi al passo di Rolle contro la possente mole delle Pale di San Martino, prevalgono le valenze naturalistiche, qui davvero intatte ed incontaminate. Clicca per ingrandireNumerose sono le tracce e le testimonianze relative alla permanenza delle truppe in alta quota durante la Prima Guerra Mondiale. Tuttavia quello che resta nel cuore, di questa fantastica salita al Cauriol è la prepotenza della natura, con i fitti boschi di abeti, le cascatelle, i pascoli,Clicca per ingrandire gli immensi macereti di grossi massi e le creste erbose. Paesaggi aperti, con panorami vastissimi, si alternano a scuri valloni. Dalle varie cime, quasi tutte facilmente raggiungibili escursionisticamente, si estendono a 360 gradi panorami di incomparabile bellezza. Si domina tutto il Trentino Alto Adige, si riconoscono la maggior parte delle cime dolomitiche, si riconosce tutta la fascia prealpina veneta, dal Pasubio, agli Altipiani, al Monte Grappa. (Estratto da: magicoveneto.it)

Clicca per ingrandireDurante la Grande Guerra un lungo un fronte si sviluppò per centinaia di chilometri tra aspre catene montuose e profonde valli. Il Tirolo italiano, l’odiernoTrentino, fu uno dei punti focali dell’immane scontro e nella sua parte orientale la valle del torrente Vanoi con la circostante catena del Lagorai-Cima d’Asta, fu direttamente coinvolta nei combattimenti.
Al momento dell’entrata in guerra dell’Italia, 24 maggio 1915, gli strateghi asburgici avevano messo in conto l’abbandono d’ampie zone di confine; la conca di Primiero e la valle del Vanoi erano fra queste. Le scarse truppe austriache disponibili nel Trentino orientale, in tutto circa tremila uomini, sin dalla fine di maggio si trincerarono su una linea che coincideva esattamente con il crinale principale della catena del Lagorai, una successione d’aspre creste, strette forcelle e rocciose cime che si estende per circa 55 chilometri da sud-ovest a nord-est tra il monte Panarotta ed il passo Rolle, e che per caratteristiche orografiche offriva le migliori possibilità di una difesa efficace e durevole.Clicca per ingrandire
Ultimo insediamento stabile alla testata del torrente Vanoi, dopo l’abbandono austriaco (maggio-giugno 1915) il villaggio di Caoria si trovò per lungo tempo in terra di nessuno. La guerra di pattuglie, con agguati ed imboscate reciproci, si protrasse fino al febbraio 1916, quando gli italiani occuparono stabilmente l’abitato. Clicca per ingrandireNel maggio del ’16 la popolazione, già in parte evacuata forzatamente dagli austriaci, venne allontanata dalle truppe italiane in previsione di un’offensiva nemica che poi non si materializzò in quest’area. Successivamente il fronte si spostò più in quota, verso le creste del Cauriòl, del Gardinàl e della Busa Alta e lì rimase fino alla ritirata italiana conseguente all’offensiva austro-germanica di Caporetto. Per tutto il 1918 Caoria, tornata sotto amministrazione austroungarica e parzialmente rioccupata da una parte della popolazione in precedenza sfollata verso l’Austria, rimase in piena retrovia asburgica e ridiventò, definitivamente, italiana solo alla fine della guerra.
(da: Gli alpini di Caoria)

Percorso tracciato su mappa Google Earth: in rosso salita alla cima, in verde-rosso ritorno al rifugio.

Mappa della cima:

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