Monte Grande

APPENNINO BOLOGNESE
Monte Grande 1.531 m
Monte Pizzo
1.194 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
autunno 2006
Difficoltà:
Escursionisti E
Escursionisti

 

      1. Improvviso - Coro Castel Flavon (BZ)
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Il monte Grande si eleva a nord del monte La Nuda, dal quale è separato dalla profonda sella della Sboccata dei Bagnadori; dalla sua vetta, ubicata nella parte centrale del Parco regionale del Corno alle Scale, si può godere, nelle giornate limpide, della vista su gran parte del territorio protetto e sulle cime più elevate.

L’itinerario si sviluppa lungo il versante meridionale del monte Grande e risale per intero la vallata del fosso dei Bagnadori, tributario del torrente Silla, la più importante arteria idrografica del Parco.

Clicca per ingrandireClicca per ingrandireClicca per ingrandireIl percorso prende il via dal bel paesino di Pianaccio (755 m), frazione di Lizzano in Belvedere, risale il fosso dei Bagnadori fino a raggiungere la fresca sorgente della Sboccata dei Bagnadori (1276 m), sale alla vetta del monte Grande e neClicca per ingrandire segue il crinale fino a scendere al valico di Bocca delle Tese (1172 m), tocca in breve la facile cima del monte Pizzo e rientra a Pianaccio passando per l’incantevole borgo di Fiammineda.Clicca per ingrandire

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Sotto l’aspetto vegetazionale, si attraversano castagneti, faggeti, ontani, rimboschimenti più o meno recenti di conifere e, per breve tratto, una prateria sommitale a graminacee. La presenza di castagneti e noccioli attira molti roditori mentre ai lati dei ruscelli tributari del fosso dei Bagnadori sono ben visibili le pozze in cui grufulano i cinghiali per ripulirsi dai parassiti.

Clicca per ingrandireNei pressi della vetta del monte Grande la vegetazione ad alto fusto lascia poco spazio ad una probabile, ora ingiallita, lussureggiante prateria di quota, costellata di rocce arenacee che emergono con le loro stratificazioni.Clicca per ingrandire

 

Al rientro da Bocca delle Tese, Clicca per ingrandiresi giunge a Fiammineda, o meglio, a ciò che rimane del lontano splendore di quel borgo,  costellato di ruderi di casoni, abitazioni, muretti a secco che sostenevano il suolo cedevole, a testimonianza dell’importante ruolo svolto in passato nella vallata dalla silvicoltura.

 

(Estratto da: Escursioni nell’appennino bolognese di Renzo Rabacchi)

Percorso disegnato su mappa Google Earth: in rosso salita, in verde discesa.

Mappa della cima:

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