Pietra di Bismantova

APPENNINO EMILIANO
Pietra di Bismantova
1.041 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
primavera
2000
Difficoltà:
Turistica T
Turistica
La Pietra di Bismantova è una caratteristica formazione geologica dell’appennino reggiano, nel comune di Castelnovo ne’ Monti, paese che sorge alle sue falde. Si presenta come uno stretto altopiano dalle pareti scoscese, che si staglia isolato tra le montagne appenniniche.
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Primavera 2000

La Pietra di Bismantova è una montagna che nei secoli ha stupito viandanti e pellegrini in transito, impegnati nei valichi appenninici tra Reggio Emilia, Canossa e Lucca. Perfino Dante Alighieri ne fu colpito e nel IV canto del Purgatorio citò la cima a strapiombo con un’eloquente notazione: “… qui convien ch’om voli…”Clicca per ingrandire

 

Il suo inconfondibile profilo, con pareti a picco e prateria sommitale piatta, è l’ultimo relitto di un vasto banco di arenaria che si è progressivamente smantellato. Clicca per ingrandireLa via più semplice, un percorso ad anello di circa due ore che dal parcheggio (870 m circa) porta in cima e poi in discesa all’Eremo ai piedi della Pietra, costeggia la parete sud-ovest e termina verso la sommità con un tratto a gradoni. Sulla sua parete nord è stata tracciata anche una via ferrata non difficile, ma adatta ad escursionisti esperti con attrezzatura.

Primavera 2020

Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
seconda metà di maggio
Difficoltà:
Escursionisti Esperti Attrezzato EEA
Escurs. Esperti Attrezzato
Scarica traccia GPS in formato GPX, GDB e KMZ

La località di riferimento è Castelnovo né Monti, raggiungibile percorrendo la SS 63 che da Reggio Emilia porta al passo del Cerreto. Dal centro del paese si imbocca la strada che, poco dopo il cimitero, conduce all’ampio ed organizzato parcheggio dove si lascia l’auto (piazzale Dante 880 metri circa).

ScalinataDal parcheggio si risale la scalinata in cemento e, dopo alcuni metri lungo la stradina che conduce all’Eremo benedettino, si trova a destra l’indicazione per la via ferrata con segnavia CAI 699. La prima parte è contraddistinta da un generale saliscendi in cui sono presenti alcuni passaggi attrezzati. Ci si immette poi in un canale di discesa con ottimi infissi alla fine del quale si raggiunge una cavità naturale che occorre attraversare. Oltre la grotta il sentiero con segnavia bianco-rossi costeggia alcune frane che portano all’inizio della via vera e propria. (30 minuti circa dal parcheggio).

La seconda parte e caratterizzata da una spiccata verticalità che, grazie all’ausilio di infissi nei punti ostici, porta ad una progressione gradevole e logica. L’attacco è a circa tre metri di altezza e richiede un paio di passi in libera.

La salita poi procede in modo verticale e mai troppo difficile. Si attaccano in rapida successione due diedri che aiutano a guadagnare subito diversi metri fino al terzo ed ultimo passaggio chiave: uno spigolo molto aereo ed esposto che porta ad una stretta cengia inclinata. Una scaletta infine accompagna al pianoro sommitale, termine della ferrata. (ferrate 365)Scala di fine ferrata

(Circa 1 ora e trenta minuti dal parcheggio)

Fioritura inizio ferrataDurante la salita della prima e seconda parte della ferrata siamo stati spettatori di una fioritura straordinaria di varie specie di piante; l’ampio pianoro che caratterizza la parte sommitale della Pietra si presenta come un alternarsi di prati fioriti a macchie verdissime di bosco. La coreografia è fantastica ed al tempo stesso riposante. Un sentiero sul bordo della parete est che precipita verticalmente sulla piana sottostante permette di ammirare un vasto panorama sul crinale appenninico, dal Cimone al monte Prado, dal Prampa-Cusna al Succiso e fino al Ventasso.

 

Profilo altimetrico

Acrocoro sommitaleUna recente opzione di ritorno per gli appassionati ferratisti consiste nel percorrere in discesa la ferrata Ovest o dell’Ultimo Sole. Inaugurata nel 2017, è più breve e meno difficile di quella appena salita ma abbastanza esposta, specialmente nei primi metri di discesa. La si può raggiungere (mancanza di indicazioni) attraversando tutto il pianoro sommitale da est ad ovest sull’evidente sentiero che scende fino ad un pianoro poco più in basso ed individuare i segni bianco-rossi sul fusto di un giovane albero: prestare attenzione, l’indicazione potrebbe sfuggire! Una lieve traccia nell’erba alta ci indirizza brevemente verso nord dove, sul bordo del precipizio occidentale è appena visibile il cavo di assicurazione ancorato ad un albero.

La discesa è dapprima verticale su parete rocciosa e richiede attenzione; al termine si atterra su una cengia boscata che, percorsa a sinistra (verso sud) con diversi saliscendi, si innesta sul sentiero che porta al piazzale Dante ed al parcheggio. (Circa 1 ora dal termine della ferrata degli Alpini.)

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.
Mappa Google Earth

 

 

Mappa della cima:

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