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Due giorni dopo aver completato l'ascensione
al Pizzo Tresero (vedi pagina precedente), sempre dal
rifugio Berni, al passo Gavia, che ci ha ospitato per
una settimana, abbiamo raggiunto le due cime in un'unica
giornata, prima tra tutte la Punta
San Matteo, stupenda piramide di neve, e successivamente
la cima
Dosegù, attraversando l'omonimo ghiacciaio,
carico di crepacci. 
I miei occhi hanno retto benissimo
allo strapotere che la luce può raggiungere,
a causa degli effetti combinati di quota e ghiacciaio,
in una stupenda giornata di sole.
Dal rifugio Berni (2.541 m) si attraversa
la strada imboccando il sentiero che scendendo costeggia
i ruderi del vecchio rifugio e prende a salire fino
a raggiungere un costone oltre il quale si affaccia
il fronte seraccato del ghiacciaio
di Dosegù. Risalendo il ghiacciaio si punta
in direzione di una selletta
che divide la cima del San Matteo da quella del Dosegù.
Gli ultimi metri prima della selletta sono più
ripidi e faticosi.
Dalla selletta (3.550 m) si perviene alla cima San Matteo
seguendo la cresta
di destra, in parte ripida e stretta e con poderose
cornici di neve sulla parete nord. Procedendo su quella
di sinistra, con analogo percorso, ci si porta sulla
cima Dosegù.
La punta San Matteo prende il nome da un evento
occorso a Julius Payer nel 1867. Precipitato per la
rottura di una cornice di cresta vicino alla vetta,
si fermò illeso centinaia di metri più
sotto, sul ghiacciaio dei Forni. Era il giorno di San
Matteo.
La zona della cima fu teatro di battaglie durante
la guerra del ’15-’18. Qui perse la vita
il capitano Berni (a cui è edicato il rifugio)
scomparendo nei ghiacci vicino alla vetta.(www.sassbaloss.com)
- "Con la promozione a capitano per meriti
di guerra, Arnaldo Berni è destinato al comando
della 307ª Compagnia del Battaglione Skiatori Monte
Ortler di nuova costituzione. Con tale reparto si troverà
negli ultimi mesi di guerra a combattere in zona Gavia,
per la presa e per la difesa del San Matteo, a 3678
metri. Dopo la conquista italiana della massima elevazione
montuosa della zona, il capitano Berni rimane sul posto
per organizzare le difese della posizione. Lassù,
il 3 settembre del 1918 trova la morte durante l’attacco
che porta alla riconquista della vetta da parte degli
imperiali." (www.alpinia.net)
Percorso disegnato su mappa Google
Earth; in rosso andata e ritorno per il San Matteo e
Dosegù, in una giornata; in rosso-giallo, andata
e ritorno per il Pizzo Tresero in un altro giorno.

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