Quando, nell'estate del 1864, Francis
Fox Tuckett con i fratelli Buxton e le guide
Biener e Michel raggiunse la vetta, il Gran
Zebrù, o Konigsspitze come è
chiamata quella montagna sul versante tirolese,
si riteneva non fosse mai stato salito.
Esiste comunque la possibilità,
ancora oggi avvolta in un alone di leggenda,
che la cima sia stata salita in solitaria
dal seminarista bavarese Stephan Steiberger
dieci anni prima di Tuckett. (La
Rivista del Cai, sett-ott. 2004)
Altra stupenda piramide
di roccia e ghiaccio dove la distanza relativamente
breve della cima dal rifugio
Pizzini, che ci ha ospitato per una notte, ed
il forte dislivello altimetrico, oltre mille metri,
sono stati superati senza eccessivi problemi grazie
soprattutto all’ottimo passo del capo
cordata ed amico che ci ha accompagnato nella
salita.
Dal parcheggio del rifugio albergo
dei Forni (2.176 m) si sale il versante destro della
Val Cedèc che procede in lenta salita
mantenendosi sul fondo valle. Dopo circa un'ora e
mezza, un'ultima breve salita porta al rifugio Pizzini
(2.706 m), situato in posizione panoramica. Alle spalle
del rifugio Pizzini inizia la via
normale che risalendo la morena porta alla vedretta
del Gran Zebrù. Si risale il ghiacciaio portandosi
verso destra, per raggiungere la base del cosidetto
“canalino”, un ripido pendio di neve e
sassi che porta alla Spalla (3.462 m). Oltre la "spalla"un
ripido pendio ed elementari roccette portano alla
cresta
di neve che, percorsa, fa giungere alla grande
croce della vetta.
Ottima vista su l'Ortles e le 'tredici
cime'. Ritorno per la stessa via di salita.