Agli
inizi del Novecento il medico condotto di Mezzocorona,
Tullio Giovanelli, che era anche un appassionato
montanaro, si avventurò nella selvaggia
forra a circa 1,5 km a ovest del paese: ne
rimase talmente colpito che segnalò all’autorità
pubblica la straordinaria bellezza naturale del
percorso, chiedendo nel contempo un finanziamento
per dotarlo di funi metalliche e scale. Nel 1906,
con una grande festa a Monte, fu celebrata l’apertura
del percorso “Burrone delle Carbonare”,
che nel 1940 sarà intitolato allo stesso
Giovanelli. Questo percorso, seppure parzialmente
modificato rispetto all’originale, riesce
ancora a meravigliare per l'incredibile gola che
si cela, ben nascosta, nelle viscere della montagna
(girovagandointrentino.it)
Si parcheggia ai piedi delle ripida parete rocciosa,
boscata in basso, dove si sviluppa il percorso attrezzato
senza tuttavia percepirne la presenza.
La località è denominata Ischia, ma non
c'è il mare a meno che non si possa estendere
tale termine alla distesa ordinata di vigneti della
Piana Rotaliana, un mare di viti, appunto (234 m).
La
via attrezzata si arrampica su un ripido ed apparentemente
inaccessibile costone roccioso, superato il quale ci
si infila nella penombra del canyon vero e proprio,
una stretta gola sul cui fondo scorre un piccolo torrente.
I salti di roccia si superano grazie a scale
metalliche, cordini e staffe. A due terzi della
salita il canyon si apre in una voragine dalla quale
precipita una cascata alta un'ottanina di metri, la
cosidetta Cascata della Cravatta.
All'uscita
del canyon, per bosco e con segnavia ben chiari, in
circa 20 minuti si raggiunge la stupenda radura dove
sorge il Bait dei Manzi (876 m, ore 2,30 dal parcheggio).
Il vecchio ricovero per animali è stato ristrutturato
insieme con una costruzione adiacente ed una bella fonte
d'acqua fresca. Da
qui si può rientrare verso est per la strada
forestale delle Longhe (sent. 505), raggiungere il piccolo
abitato di Monte (mezz'ora, 891 m), e quindi scendere
a Mezzocorona col panoramico sentiero 500. Dalla
stazione a valle della funivia, nei pressi di una struttura
abbandonata appartenuta probabilmente ad un vecchio
impianto di risalita, si procede per sentiero evidente
ma non segnato che scollina dolcemente, ai piedi della
parete rocciosa e sopra l'abitato di Mezzocorona, toccando
la parte nord occidentale del paese stesso per raggiungere
quindi a piedi, per circa 1500 metri, la località
Ischia dove abbiamo lasciato l'auto (ore 1.30 da Monte).
L'esposizione
a sud e le quote altimetriche di partenza ed arrivo
relativamente basse classificano questo percorso attrezzato
tra le cosidette ferrate d'inverno. Pur essendo considerato
facile, il Burrone Giovanelli va affrontato con la necessaria
attrezzatura da ferrata ed è assolutamente da
non percorrere dopo lunghi periodi di pioggia o di freddo
intenso.
I tratti di sentiero attraverso il burrone sono solitamente
scivolosi ed umidi e numerosi sono gli attraversamenti
del rio.
Percorso disegnato su mappa Google
Earth: in rosso percorso attrezzato, in giallo collegamento
tra il Bait e località Monte, in verde rientro
al parcheggio.