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L'itinerario per accedere al ghiacciaio del Cevedale
è quello che parte dal rifugio Pizzini (2.706
m), in Val Cedec e raggiunto con un mezzo fuoristrada,
imboccando una strada sterrata che porta in breve alla
stazione della teleferica di cui usufruisce il rifugio
Casati. Si guadagna quota fiancheggiando l'imponente
Vedretta del Cedec che scende fra le vette del Monte
Pasquale e del Cevedale. Procedendo quindi lungo uno
sperone roccioso molto faticoso per la sua ripidità,
si arriva al passo Cevedale, oltrepassato il quale c'è
il rifugio Casati (3.269 m).
Legati
in cordata, si supera un primo tratto pianeggiante;
poi si comincia a guadagnare quota, ma sempre con gradualità,
senza timore di uscire dalla traccia ideale in giornate
con buona visibilità. Fino alla cima del Cevedale
non sono richieste particolari capacità tecniche;
maggiore attenzione richiedono invece l'attraversamento
della cresta del Monte
Rosole e la discesa dal Palon de la Mare sul ghiacciaio
dei Forni. Non deve mancare comunque un buon allenamento
fisico.
L’escursione ha toccato le tre cime, relativamente
vicine tra loro, in un’unica giornata che aveva
come base di appoggio il rifugio Berni (2.541 m), nei
pressi del Passo Gavia.
Sulla cima del Cevedale abbiamo assistito alla celebrazione
di una messa
da parte di un prete bergamasco accompagnato in vetta
da un gruppo di ragazzi.
Dopo
brevi pause al bivacco
Colombo, poco sotto la cresta del monte Rosole,
e sulla cima
del Palon de la Mare, abbiamo
intrapreso la discesa attraverso il ghiacciaio
dei Forni, verso l’omonimo rifugio dove, dalla
grandiosa morena laterale destra orografica del ghiacciaio,
è possibile ammirare l’incredibile morfologia
glaciale con crepacci, inghiottitoi e seracchi che ricordano
le molteplici guglie di una cattedrale gotica.
Percorso disegnato su mappa Google
Earth; con mezzo fuoristrada in giallo, andata in rosso
e ritorno in verde.

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