Athos
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GRUPPO ORTLES-CEVEDALE
Cevedale
3.757 m
Monte Rosole
3.531 m
Palon de la Mare
3.703 m
Organizzata dal Club Alpino Italiano Organizzata dal CAI
estate 1981
Difficoltà:
AlpinisticaAG PD+
Alpinistica su ghiaccio, poco difficile

L'itinerario per accedere al ghiacciaio del Cevedale è quello che parte dal rifugio Pizzini (2.706 m), in Val Cedec e raggiunto con un mezzo fuoristrada, imboccando una strada sterrata che porta in breve alla stazione della teleferica di cui usufruisce il rifugio Casati. Si guadagna quota fiancheggiando l'imponente Vedretta del Cedec che scende fra le vette del Monte Pasquale e del Cevedale. Procedendo quindi lungo uno sperone roccioso molto faticoso per la sua ripidità, si arriva al passo Cevedale, oltrepassato il quale c'è il rifugio Casati (3.269 m).

 Rosole e Cevedale visti dal Palon de la Mare : clicca per aprire la foto  Palon de la Mare:  in cima : clicca per aprire la foto Clicca per ingrandire

Legati in cordata, si supera un primo tratto pianeggiante; poi si comincia a guadagnare quota, ma sempre con gradualità, senza timore di uscire dalla traccia ideale in giornate con buona visibilità. Fino alla cima del Cevedale non sono richieste particolari capacità tecniche; maggiore attenzione richiedono invece l'attraversamento della cresta del Monte Rosole e la discesa dal Palon de la Mare sul ghiacciaio dei Forni. Non deve mancare comunque un buon allenamento fisico.

 

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L’escursione ha toccato le tre cime, relativamente vicine tra loro, in un’unica giornata che aveva come base di appoggio il rifugio Berni (2.541 m), nei pressi del Passo Gavia. Clicca per ingrandire  Cevedale: crepaccio : clicca per aprire la foto  Cevedale: in cima : clicca per aprire la foto

 

 

 

Sulla cima del Cevedale abbiamo assistito alla celebrazione di una messa da parte di un prete bergamasco accompagnato in vetta da un gruppo di ragazzi.

Clicca per ingrandireDopo brevi pause al bivacco Colombo, poco sotto la cresta del monte Rosole, e sulla cima del Palon de la Mare, Clicca per ingrandireabbiamo intrapreso la discesa attraverso il ghiacciaio dei Forni, verso l’omonimo rifugio dove, dalla grandiosa morena laterale destra orografica del ghiacciaio, è possibile ammirare l’incredibile morfologia glaciale con crepacci, inghiottitoi e seracchi che ricordano le molteplici guglie di una cattedrale gotica.

 

 

Percorso disegnato su mappa Google Earth; con mezzo fuoristrada in giallo, andata in rosso e ritorno in verde.

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