Athos
 
GRUPPO ADAMELLO
Adamello
3.554 m
Organizzata dal Club Alpino Italiano Organizzata dal CAI
estate 1989
Difficoltà:
Alpinistica AG PD
Alpinistica su ghiaccio, poco difficile

La vetta più alta dell'Adamello fu vinta per la prima volta da un giovane alpinista boemo, Julius von Payer, assieme a una guida alpina della Val Rendena, Girolamo Botteri, il 16 settembre 1864, tre settimane dopo la conquista della vicina Presanella da parte di un'altra spedizione alpinistica. (Wikipedia)

 

 

Clicca per ingrandireLa via da noi seguita, abbastanza frequentata, è quella che dal Rifugio Garibaldi (2.548 m) sale al Passo Brizio (3.147 m) tagliando la vedretta del Venerocolo e da qui, seguendo i bordi del ghiacciaio ed aggirando il Corno Bianco, raggiunge la vetta del Monte Falcone (3.456 m) che precede la cima principale. Il rifugio, dove abbiamo trascorso una notta, era stato raggiunto il giorno prima salendo da Temù (1155 m), alla confluenza delle valli Camonica e dell'Avio in circa cinque ore di salita.

Di questa escursione ricordo l’immagine insolita, per un ambiente di alta montagna, del lago Venerocolo e della sua diga con i lampioni accesi sull’attraversamento pedonale, nei pressi del rifugio Garibaldi, avvolti nel tramonto in un banco di nuvole che faceva pensare ad una via urbana in un film del terrore.

Clicca per ingrandire  Adamello: verso la cima : clicca per aprire la foto  Adamello : in cima : clicca per aprire la foto "Il Rifugio, posto in magnifica posizione al cospetto dell’Adamello e del crepacciato Ghiacciaio del Venerocolo, costituisce la base per importanti ascensioni ed escursioni nel Gruppo ed è stato inaugurato nel 1959. lI precedente rifugio, ora sommerso nel lago, era stato costruito durante la prima guerra mondiale quale sede dell’infermeria Carcano (dal nome del medico che lì operò durante tutto il conflitto). Clicca per ingrandire  Adamello: la cima dal rifugio Garibaldi : clicca per aprire la foto  Adamello: cresta finale : clicca per aprire la foto A sua volta aveva sostituito il primo Rifugio Garibaldi, ora anch’esso sommerso, che disponeva di 12 posti letto e venne inaugurato il 24 agosto 1894. Clicca per ingrandire Durante la prima guerra mondiale, nei dintorni di quest’ultimo, sorse un grande villaggio in grado di offrire ricovero a più di 1000 persone.
Imponente era il sistema di trasporti che riforniva questa base, da cui dipendevano tutti i reparti che operavano sui ghiacciai. Quotidianamente diverse centinaia di persone e muli salivano da Temù portando legna, viveri, materiali e munizioni che in buona parte proseguivano poi per i passi Brizio e Garibaldi.Clicca per ingrandire Più in là, attraverso i ghiacciai del Mandrone e della Lobbia Alta, il trasporto era assicurato da slitte, al cui traino erano addetti nel 1918 ben 220 cani. L’installazione di una rete di teleferiche accelerò i rifornimenti e rese possibile la permanenza delle truppe in alta quota anche durante l’inverno."

(Da: Escursioni nel parco dell’Adamello di Frattini e Contino)

L'escursione completa, che segue al ritorno la stessa via dell'andata, supera in un sol giorno un dislivello notevole: mille metri in salita e 2400 in discesa.

Percorso disegnato su mappa Google Earth; in rosso andata e ritorno.

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