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In auto da Ferrara di Monte Baldo (VR) si raggiungono
le località Novezzina e poco oltre Cavallo di
Novezza (m. 1430 circa). Seguendo vaghe tracce sul ripido
pendio di una pista da sci si raggiunge il rado bosco
al cui limitare (fare molta attenzione) si stacca appena
percettibile, in salita verso destra, una traccia di
sentiero non segnalata (si scoprirà poco dopo
che si tratta del n. 66) che si percorre fino ad incrociare
il sentiero 652.
Si seguirà il sentiero 66 con indicazioni per
cima Valdritta fino a raggiungere la mulattiera sommitale
(sentiero n. 651) nei pressi della forcella di Val Fontanella
(m. 2105). Sulla
mulattiera appena raggiunta si prosegue in direzione
nord fino alla forcella Valdritta dove, in corrispondenza
di un paletto di legno ed iscrizione sulla roccia, si
segue una traccia per roccette che sale in breve sulla
cima
Valdritta, la più impervia ed alta del massiccio
del Monte Baldo, con croce di vetta e, per affilata
cresta rocciosa, all'ometto di sassi. (Poco meno di
3 ore da Cavallo di Novezza)

Nonostante il freddo, la vetta merita una lunga sosta
per recuperare le energie, per ammirare la vista
del lago di Garda da Riva a Salò, oltre duemila
metri sotto di noi, per osservare branchi di camosci
sullo scosceso pendio occidentale del Baldo che pascolano
tenendosi a debita distanza. La giornata tersa permette
allo sguardo di spaziare ad angolo giro; dalle prealpi
lombarde (mai visto così nitido il monte Guglielmo
ed il Cornone del Blumone, salito il primo ed avvicinato
il secondo, dal lago della Vacca, durante il periodo
militare), sul gruppo Adamello e Presanella, Brenta,
Lagorai e Cima d'Asta, Pasubio e Carega, sull'altopiano
dei Lessini e, oltre la pianura, sulla dorsale appenninica.
E qualcuno, nelle giornate più favorevoli,
afferma di aver visto in lontananza il sole specchiarsi
nella laguna veneta verso Est.

Anzichè ripercorrere a ritroso il sentiero dell'andata,
vista la bellissima giornata, si decide di transitare,
sempre sul sentiero 651 in direzione sud, per Punta
Telegrafo (circa un'ora di tempo) ed il rifugio
omonimo (chiuso). Poco
sotto il rifugio si percorre il sentiero 652 che discende
tra rocce e mughi fino ad incrociare nuovamente il n.
66 e la pista
di discesa che riaccompagna al parcheggio. (ore 1,30
da Punta Telegrafo)

Percorso rilevato con GPS e trasportato
su mappa Google Earth: rosso in andata, giallo al ritorno.
Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si
può visualizzare la foto.
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