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Si
parcheggia nei pressi dell'hotel Baita Montesel, a quota
1450 metri circa, nell'abitato di Monte Bondone. Sul
sentiero 690, in leggera salita, si raggiunge una forcella
(1729 m) oltre la quale si trova il cartello segnaletico
della ferrata.
Se il tratto attrezzato viene consideraro abbastanza
difficile, circa 400 metri di ferrata ed ore 1,30 di
salita costante ed impegnativa, non meno interessante
ed impegantivo, per l'attenzione che richiede ed il
tempo necessario a percorrerlo (circa due ore), può
essere considerato il sentiero
di avvicinamento che, con scarsi dislivelli ma spesso
assai stretto ed esposto, taglia a mezza costa il ripido
fianco est del Montesel.

I punti caratteristici di questa ferrata
sono essenzialmente due: il tratto
iniziale, assai ripido ed esposto ma ricco di appigli,
dove il cavo d'accaio guida in sicurezza, attraverso
una stretta costola rocciosa che si percorre quasi a
carponi, fino
alla marcata sella compresa tra la parete del Palon
ed un caratteristico sperone
roccioso, quasi a contrafforte della parete stessa,
ed un diedro
di una ventina di metri dove la verticale è racchiusa
da un piccolo tetto che si supera, con non poche difficoltà
ed in marcata esposizione, quasi esclusivamente ricorrendo
all'ausilio del cavo.

Il sentiero attrezzato termina a quota 2.000 m su una
cresta poco sotto la cima del Palon, che si raggiunge
in breve seguendo un comodo sentiero tra i mughi. La
cima offre purtroppo, senza alcuna sorpresa, uno spettacolo
poco esaltante per l'escursionista; la presenza di una
grande
torre in cemento armato e di alcuni tralicci in
ferro, costellati di antenne di diverso tipo, nonchè
quella di un locale
pubblico, al momento chiuso, per il conforto invernale
di sciatori e non. 
Dalla cima, evitando l'utilizzo degli impianti di risalita,
si scende in direzione nord verso il punto di partenza
attraversando liberamente campi di mughi e verdi praterie
in poco più di un'ora.
Percorso
tracciato su mappa Google Earth: in rosso avvicinamento
al sentiero attrezzato; in giallo via Pero Degasperi;
in verde ritorno al parcheggio.

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