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Percorso
interminabile sulla impressionante parete del monte,
ben attrezzato e molto panoramico.
Non difficile dal punto di vista tecnico, va affrontato
solo ed esclusivamente in buone condizioni fisiche e
meteorologiche. La ferrata si raggiunge, partendo dalla
cava di Pietramurata, dopo un breve tratto di bosco
e facili roccette non assicurate. 
Procede poi per pareti
oblique e cenge
aeree, esposte ma sicure, alternando
passaggi attrezzati su placche
liscie e verticali a sentierini di ghiaia e brevi
roccette. 
La ferrata vera e propria termina
a quota 1200 m. dove si trova il libro
di via; la salita alla cima continua invece su percorso
vario alternando ripidi e scivolosi tratti di sentiero
nella vegetazione, molto faticoso, a salti di roccia
con cavo.
La
continua salita, la suggestiva verticalità ed
esposizione della parete rocciosa che suggerisce l'ancoraggio
al cavo, quando presente, l'insolito caldo di un maggio
quasi ferragostano, i rari
arbusti che garantiscono brevi soste vagamente ombreggiate,
rendono questo sentiero alpinistico davvero duro, duro,
duro!
In
prossimità della vetta ci accoglie una stupenda
prateria
sommitale straordinariamente fiorita e mi ritrovo,
ancora zaino in spalla, disteso sul prato a godere del
fresco contatto con l'erba primaverile.
Nè
il brontolio di un tipico temporale
pomeridiano, che ci corteggia da nord-ovest e fortunatamente
ci riserva soltanto poche gocce di pioggia, nè
l'allettante aspettativa della finale di Champions League
(sono moderatamente tifoso milanista) impediscono un
lungo e meritato riposo sulla cima accogliente che,
nonostante non raggiunga l'altezza tipica dei complessi
montuosi circostanti, ha lasciato ugualmente un ricordo
intenso.
Il rientro avviene per comodo sentiero, sul versante
opposto a quello di salita, per bosco ombroso ma afoso
e ci riporta a Pietramurata in circa tre ore di tempo
transitando per la periferia del paese di Sarche.
Percorso
tracciato su mappa Google Earth: in rosso ferrata Che
Guevara; in verde rientro a Pietramurata.

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