|

Forse con il procedere del tempo e l'avanzare dell'età
lo spirito di adattamemto prende il sopravvento su quello
di avventura e condiziona la passione per la montagna
al punto di far scegliere cime meno elevate ed itinerari
più tranquilli. In questa evoluzione, che può
essere considerata normale, non vengono certamente meno
le emozioni che scaturiscono da un rapporto quasi personale
con la montagna.
E così anche una cima
erbosa e poco elevata come il Gramolon, al limite
degli itinerari più frequentati, diventa un traguardo
irrinunciabile allorchè si percepisce e pregusta
l'incredibile
scenario che si nasconde oltre il profilo della
vetta mentre la visione dei pascoli d'alta quota, ormai
disertati dalle mandrie, può procurare quel senso
di pace e tranquillità che cime più alte,
a volte, non riescono a trasmettere a causa del loro
affollamento. Ed infine come non apprezzare la policromia
del bosco,
nell'autunno ricorrente della propria esistenza ed il
silenzio che esalta anche i rumori più lievi,
smorzati da un soffice manto di foglie secche.
Al rifugio Bertagnoli (1225 m), nell'alta Val di Chiampo,
si può arrivare in auto salendo da Arzignano.
Dal rifugio, per il sentiero 221, in pochi minuti si
arriva all'accesso della via ferrata.
Il sentiero
attrezzato A. Viali,
che porta sul Gramolon, viene considerato abbastanza
facile e si snoda quasi sempre dentro una ripida gola
per circa duecento metri; il restante percorso alla
cima
è facile e ben segnato. (Ore 2 circa dal rifugio)
Dalla vetta si segue il sentiero verso nord che scende
al Passo Ristele (1641 m). Quindi per il sentiero 202
si perviene al Passo della Scagina (1548 m) ed infine,
nuovamente sul 221, al rifugio Bertagnoli. (Ore 1,30
dalla cima)
Percorso disegnato su mappa Google
Earth: in rosso salita, in verde discesa, in viola percorso
attrezzato.

|