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Escursione compiuta ad inizio primavera
con pochi amici e ripetuta in giugno dello stesso anno
con un numeroso gruppo di colleghi di lavoro, con partenza
ed arrivo a San Giacomo Brentonico (1196 m).
Il
Monte Altissimo è la massima
elevazione nel territorio trentino della catena
del Monte Baldo. L'ambiente ed il facile accesso fanno
dell'Altissimo, e del suo rifugio, una meta anche per
la stagione invernale. Oltre che per la presenza di
rare specie botaniche di cui è particolarmente
ricca la
Riserva
naturale Bes-Corna Piana (vedi pagina specifica
nella sezione Ascensioni Invernali), il paesaggio del
Baldo-Altissimo è interessante anche dal punto
di vista delle architetture rurali: baite e malghe che
testimoniano attraverso materiali e singolari tipologie
costruttive una storia e una cultura nata tra i monti.
Il
rifugio sulla vetta, inaugurato nel 1892 ed ampliato
nel 1905, fu presidio italo-cecoslovacco nel corso della
Grande Guerra e non subì danni. Riaperto nel
1919, fu intitolato al patriota trentino Damiano Chiesa.
Il
Monte Altissimo è una sommità prativa,
a picco sulla parte settentrionale del lago
di Garda, alla quale si accede rimontandone la groppa
erbosa (itinerario n. 622 dal paese di S. Giacomo) e,
con sempre più ampio panorama, si raggiunge la
spalla
settentrionale e poco dopo il rifugio D. Chiesa,
poco sotto la cima.
Tutt'intorno al rifugio sono numerose
e visibili
le trincee,
i terrazzamenti per l'artiglieria, le gallerie a doppia
uscita (alcune percorribili se muniti di pila), le zone
di ricovero, opere tutte sottoposte a recente restauro.
Dal Rif. Chiesa si stacca un sentierino che conduce,
in pochi minuti di cammino, alla
"Rosa dei venti", una costruzione
circolare in pietra, sul bordo della quale sono
fissate frecce in ferro che permettono di individuare
tutte le montagne visibili da quel luogo.
Il Monte Baldo fu dapprima zona
fortificata austriaca, poi fronte italiano; così
fu per il monte Altissimo, occupato dai militari italiani
ancor nel primo giorno di guerra (24 maggio). Gli austriaci,
arretrati senza fare troppa resistenza, preferirono
arroccarsi su naturali baluardi preventivamente fortificati
(monte Creino, Biaena, l'intera valle di Gresta), lasciando
agli italiani ricoveri già costruiti, materiale,
ma soprattutto un luogo ideale dominante il lago di
Garda e il fronte interno austriaco. Intorno alla cima
del monte Altissimo avevano scavato una linea di trincee
con ricoveri blindati e depositi d'acqua. E così
via via, trincee munite di reticolati, spianate per
collocare le artiglierie, appostamenti per batterie
di cannoni di medio calibro, collegamenti con linee
telefoniche e teleferiche. Da Corna Piana al monte Postemone,
al Vignola, con elementi che si portavano fino verso
Pilcante. Più a nord di questa linea austriaca
ve ne era una più arretrata, di resistenza, sui
monti che coronano la piana della bassa Val del Sarca
fino a quelli che sovrastano l'Adige (il gruppo della
Rocchetta, il Monte Brione, i monti a nord della valle
di Gresta, lo Stivo, il monte Creino e più a
oriente il Biaena con le sue appendici rocciose quali
monte Nagià e Faè che scendono fino a
Mori).
Questo lo scenario di guerra nel quale s'inseriscono
le vicende dell'Altissimo, e quelle relative alla presenza
sul monte di "arditissimi legionari cecoslovacchi".
Al
maggiore generale comandante il Corpo Cecoslovacco in
Italia Andrea Graziani fu affidata il 15 agosto 1918
la difesa dell'Altissimo, dal lago di Garda al fiume
Adige, sostituendo le posizioni degli alpini "Monte
Baldo" impiegati nel ben più tragico teatro
di guerra dell' Ortigara.
Graziani, nativo di Bardolino (Verona) e profondo conoscitore
del monte Baldo fu anche l'artefice, in quel periodo
di guerra, dei lavori per la realizzazione della via,
chiamata Strada
Graziani, che percorreva il Baldo in tutta la sua
estensione da Caprino Veronese fino a Brentonico, nonchè
del rifugio successivamente a lui dedicato ai piedi
dell'Altissimo
(da: http://www.comunemaranovalp.it/webphoto/altissimo/index-altissimo.htm)
Percorso disegnato su mappa Google
Earth; andata in rosso e ritorno in verde.
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