Athos
 
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Monte Cervino 4.478 m
   
Difficoltà:
Alpinistica A D
Alpinistica difficile
 

 

CERVINO: cronaca di un’ascensione mai effettuata

E’ possibile ed ammissibile parlare di qualcosa che non si conosce direttamente?
Almeno in due modi, io credo.
Alla stessa stregua di ciò che avviene nei romanzi, ricorrendo alla propria esperienza e sensibilità, si può raccontare di fatti fantastici ed esprimere nuove emozioni, e sia gli uni che le altre saranno tanto più verosimili quanto maggiori le risorse da cui attingere. Oppure, come nel mio caso, affidandomi all’esperienza di un caro amico che, molto cortesemente, mi ha chiesto di trascrivere i fatti realmente compiuti e le emozioni scaturite dall’ascensione alla cima del Cervino, senza contributo di guida alpina.

Il mio compito si è limitato a funzioni di scrivano; ho raccontato i fatti in prima persona ma per conto suo ed ho trasportato in essi tutto il sentimento e l'umanità che mi ha trasmesso, provando la sensazione, mentre lo ascoltavo, e scrivevo, di aver vissuto, al pari suo, la stessa sua esperienza e le stesse sue emozioni.
Non sono mai salito, almeno fino ad oggi, in cima al Cervino. Eppure l’ho visto da vicino, da molto vicino, durante un attraversamento invernale con gli sci da Cervinia a Zermatt e mentre ascendevo il Breithorn, con gli stessi compagni che successivamente sono saliti sul Cervino. In entrambe le occasioni ho assaporato tutta la bellezza che emana da questa unica, straordinaria e slanciata piramide di roccia, un po’ ricurva su se stessa verso la vetta, come una geisha nell’atto di proporre un invitante inchino carico di grazia e gentilezza, ma che pretende rispetto.

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