|

L'isola è famosa fin dall'antichità per
l'umore... irascibile del suo vulcano, tuttora considerato
attivo dagli scienziati, nonostante l'ultima eruzione
risalga al 1888-1890. Attualmente, dopo una quiescenza
di oltre un secolo, è in forte aumento l'attività
fumarolica sia sul cratere della Fossa che nella piana
del porto ed in mare.
L'ascensione
al Gran Cratere dell'isola è qualcosa che va
assolutamente fatto. Il cratere esercita un richiamo
irresistibile, per i contrasti
tra il verde della sua vegetazione fino a metà
costa, dei suoi sedimenti rossi e bianchi, delle sabbie
nere e per le fumarole
di vetta, dall'acre odor di zolfo.
Come il fiore attira l'ape così il Gran Cratere
attira l'escursionista od il semplice turista. Tanto
imponente e maestoso e così
vicino da far sembrare più che agevole la
salita, esso invita, in special modo nel pomeriggio
quando il caldo è meno opprimente, a ripercorrere
i passi di tutti quegli escursionisti che giornalmente
si avvicinano al suo bordo superiore e ne percorrono
il periplo (diametro di circa 600 metri) apparendo all'osservatore,
al livello del mare, come tante formiche che incontrandosi
si scambiano informazioni.
L'emozione
della salita, che dura poco più di un'ora dal
porto, ha il suo luogo d'elezione al Gran Cratere, da
cui si può raggiungere il suo punto
più alto: al culmine, si offre l'affascinante
spettacolo di buona parte dell'isola e di quelle vicine
(Lipari e Salina) e del grande
imbuto mentre le fumarole
avvertono che il gigante
è soltanto assopito, pronto a risvegliarsi quando
l'ira di Efesto lo ordini.

|