Athos
 
RETICHE - GRUPPO PRESANELLA
Vedretta Cornisello 2.848 m
(quota senza nome)  
Escursione organizzata privatamente

Organizzata privatamente
metà maggio 2016

Difficoltà:
Escursionisti Esperti EEAI
Escursionisti Esperti Ambiente Innevato
Scarica traccia GPS in formato GPX, GDB e KMZ
La val Nambrone, percorsa dal Sarca di Nambrone, si distende in direzione nord-sud  tra la val di Genova a sud e la val Rendena ad ovest. La strada di accesso si imbocca dall'ultimo tornante tra Carisolo e Sant'Antonio di Mavignola.

Lasciata la strada principale, si prosegue per circa 13 km di strada asfaltata, salvo divieti di accesso, fino ad un parcheggio (2080 m) assai vicino ai laghi di Cornisello ed al rifugio omonimo. Partenza Su buon sentiero in leggera discesa si raggiunge il primo lago, il più piccolo dei due, e poco oltre la seconda conca lacustre, parzialmente gelata.Primo tratto di salita

Il sentiero, parzialmente intuibile sotto la neve, percorre il perimetro destro del lago superiore con ampio giro. Preferiamo invece superare il ponticello sul rio tra i due laghetti, portarci sulla sponda meridionale e seguire la traccia in salita, lasciata da alcuni sci-alpinisti transitati prima di noi (le loro auto erano presenti al parcheggio, al nostro arrivo), che percorre orizzontalmente la Costiera di Cornisello alla nostra sinistra. Sguardo a ritroso

Già dal lago superiore è perfettamente visibile la slanciata cima Cornisello, il vallone che vorremmo risalire e l'ampia insellatura oltre la quale si estende la vedretta di Cornisello.

 

Percorso tracciato su mappa Kompass: rosso in andata, verde al ritorno.

Mappa Kompass

La salita procede tranquilla e senza difficoltà; il dislivello non è mai eccessivo, il manto nevoso è compatto e non richiede l'uso delle ciaspole. Di fronte a noi si stagliano le cime Cornisello, Denza, Scarpacò, Corni di Venezia ed il Corno Giner; alle nostre spalle invece la lunga e possente catena del Brenta occupa l'intero orizzonte.

Panorama verso est sul gruppo del Brenta (foto di Alberto Zerbini)

Gruppo del Brenta

Seconda parte della salitaSuperata una piccola depressione dove sono intuibili due piccolissime pozze lacustri (intorno ai 2450 metri), la salita si fa più impegnativa, il sole comincia a scaldare la neve e si rende necessario l'utilizzo delle ciaspole. Il vallone di risalita si restringe gradualmente fino ad incontrare alcuni passaggi innevati racchiusi tra lingue di roccia, simili a dita di una mano (nella mappa Google, il breve tratto di percorso con le tracce rosso-verde molto vicine tra loro).Quota 2848

Le tracce di salita si insinuano tra due coste rocciose; a questo punto incontriamo alcuni sci-alpinisti che stanno scendendo. Lasciamo loro la precedenza. Si tratta sicuramente della parte più impegnativa di tutta l'escursione; qualche decina di metri molto ripidi, superati con piccoli zig-zag che richiedono attenzione. Oltre questo passaggio obbligato si riprende a salire in maniera meno impegnativa raggiungendo l'ampia insellatura della vedretta di Cornisello (ore 3,30 circa dal parcheggio).

Panorama verso ovest sulle cime che racchiudono la vedretta: da sinistra in primo piano il Cornisello, dietro le cime d'Amola, Denza e Scarpacò.

Vedretta di Cornisello

Per il ritorno si seguono le medesime tracce di salita: soltanto nel passaggio più delicato, superato in salita, togliamo le ciaspole ed affrontiamo faticosamente la discesa in maniera diretta sprofondando nella neve fino alle ginocchia. RitornoSuperata la depressione di quota 2450 circa (con le due piccolissime pozze lacustri) si decide si seguire in discesa un percorso alternativo in virtù del detto che "l'alto conosce il basso e non viceversa". I due laghetti di Cornisello sono ben visibili dalla nostra quota ed è possibile raggiungerli discendendo un vallone alternativo che conduce ad essi. Transitiamo per la malga Cornisello (2119 m) adagiata sulla riva settentrionale del lago superiore e, percorrendo l'ampio perimetro del lago, ritorniamo al laghetto inferiore ed al parcheggio (ore 2,30 dalla vedretta).

Profilo altimetrico

(Tutte le foto non firmate sono attribuibili ad Alberto Zerbini)

 

 

 

 

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

Mappa Google

 

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