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Il crinale appenninico secondario che,
partendo dal Monte Spigolino sul crinale principale,
segna il confine tra i parchi dell'Alto Appennino modenese
e del Corno alle Scale (Bo) ed è denominato genericamente
con il toponimo "Monti della Riva", ha la
sua massima elevazione nella Serra
dei Baichetti. Essa appare quasi all'improvviso,
per la folta vegetazione che copre il crinale e per
la conformazione stessa della cima vera e propria che
ha l'aspetto di un grosso masso di arenaria. I Monti
della Riva fanno da spartiacque tra il torrente Ospitale,
ad ovest, ed il torrente Dardagna, ad est, sul quale
si incontrano alcune cascate che, interrompendo il corso
del torrente, esercitano un grande fascino.
L'itinerario
prende il via dal borgo di Poggiolforato
(863 m), nel territorio di Vidiciatico, toponimo legato
alla presenza di un'antica opera idraulica destinata
a deviare le acque del Dardagna verso il fiume Reno,
e risale il dirupato e strapiombante versante
orientale del monte Mancinello, esposto e sdrucciolevole,
sino a giungere sul fianco nord orientale
dei Monti della Riva dove è situata la conca
lacustre del suggestivo lago
di Pratignano (1307 m).
Percorrendo
il bordo meridionale del lago ci si addentra in una
lussureggiante ed estesa prateria
posta sulle pendici occidentali del monte
Mancinello e, in poco meno di tre ore dalla partenza,
si perviene alla Serra dei Baichetti .
Da questa prospettiva panoramica è possibile
osservare un ampio tratto del crinale appenninico principale
ed in particolare dell'ampia testata valliva del torrente
Dardagna. Da est, lo sguardo riconosce il Monte Grande,
la Nuda ed il Corno alle Scale, il Cupolino e lo Spigolino
per abbracciare verso occidente il crinale Croce Arcana
e Libro Aperto, mete di precedenti escursioni, per terminare
alla possente piramide del Cimone.
Per collocazione temporale l'escursione è classificata
"ascensione invernale" (gennaio 2007) ma per
la preoccupante ed incredibile mancanza di neve e la
temperatura piacevole di questo anomalo inverno si potrebbe
tranquillamente catalogare tra le escursioni di fine
primavera.
Lasciata
la Serra dei Baichetti, il sentiero abbandona il crinale
per scendere lungo il ripido e densamente boscato versante
che degrada rapidamente nella sottostante vallata del
torrente Dardagna.
Prima di raggiungere le cascate,
alle quali si accede attraverso gradinate, si guada
più volte il tumultuoso torrente che ci accompagna
fino al rientro a Poggiolforato, chiudendo così
questo magnifico itinerario ad anello (circa 6 ore in
totale).
(Estratto da: Escursioni nell'appennino bolognese
di Renzo Rabacchi)
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