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In una limpida giornata di fine inverno
la voglia di montagna ci porta a Lago Santo modenese
(1502 m del rifugio Vittoria) per tentare la salita
al Rondinaio ed al Giovo. La conca cinta dalle due cime,
rivolta a settentrione, è ancora ottimamente
innevata ed i laghi Baccio
e Santo sono quasi completamente gelati.
Nonostante la conoscenza della zona e l'attrezzatura
adeguata (ciaspole, picozza, ramponi) il buon senso
ci consiglia la salita per il lago Baccio dove l'ampia
conca suggerisce l'itinerario migliore fino al Passetto
ed alla poco distante
cima del Rondinaio.

Il sentiero di cresta in direzione del
Giovo,
che si articola in tante
cime rocciose e s'inerpica e discende in modo rapido
restando spesso esposto
(breve tratto attrezzato), è quasi sgombro di
neve ed invita a proseguire, sbirciando nel vuoto sottostante
la progressiva apparizione prima del lago
Baccio e del lago Santo poi. 
Un
vento gelido ed aggressivo sferza la cresta ma l'aria
tersa ci ripaga con un panorama vastissimo che spazia
dal Libro Aperto al Corno alle Scale, ad est; alle Alpi
Apuane ed al più lontano litorale tirrenico,
a sud; alle vette innevate delle Alpi Marittime oltre
la riviera ligure ed al vicino gruppo del Cusna e Pietra
di Bismantova, ad ovest. A nord, l'appennino degrada
dolcemente verso la pianura ma l'occhio viene attratto
dalla possente piramide del Cimone, poco distante, leggermente
a destra.
Una
croce sottolinea la sommità del Giovo, non
una cima aguzza come il Rondinaio ma quasi un pianoro.
Il tempo di uno spuntino ed il ritorno avviene per la
ripida
ed impegnativa discesa (neve fresca su strato gelato)
verso il bosco ed il passo Boccaia per raggiungere successivamente
il lago Santo.
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