Athos
 
CIMA D'ASTA-LAGORAI
Cima Castellaz 2.333 m
Piccolo Colbricon
2.511 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
inverno-primavera 2007
Difficoltà:
Escursionisti Esperti EE
Escursionisti Esperti
   
 
Il Piccolo Colbricon ha la forma di un grande cuneo inclinato verso l'alto e verso sud e culmina nell'affilata cima rocciosa con pareti strapiombanti. L'unico lato accessibile con facilità è quello nord, che degrada verso la foresta di Paneveggio. Tutta la zona del Colbricon fu teatro di durissimi combattimenti tra italiani e austriaci, durante la I° guerra mondiale. Sulle due vette del Colbricon si condusse un’aspra guerra di posizione, resa ancora più dura da quella che fu chiamata  "guerra di mine" e dalla cosidetta "morte bianca".

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La bellezza dei luoghi è turbata dalla presenza, ben visibile ancor oggi a distanza di quasi 100 anni, di centinaia di trincee aggrovigliate, fortificazioni, gallerie nella roccia, caverne, camminamenti, filo spinato: per terra schegge di bombe e granate a migliaia.Clicca per ingrandire Nelle trincee si trovano ancora le scatolette arrugginite del rancio, suppellettili, cartucciere, fibbie, suole di scarpe, appartenuti a poveri soldati mandati al macello, a "color che da opposte sponde per un pugno di sassi hanno pagato la lor vita", come dice una poesia di Sergio Brighenti.

Clicca per ingrandireA quota 1.630 metri, nei pressi di un bivio sulla statale, che scende dal Passo Rolle, con una strada forestale, in corrispondenza dell'ottavo tornante, ci si immette nella foresta di Paneveggio superando tre successivi ponti su  impluvi di torrenti fino ad incontrare alcune casette in legno della forestale e quindi si prosegue fino alla ex Malga Colbricon (m 1.838). Clicca per ingrandireA destra della malga, verso sud-ovest, appare un vasto corridoio poco boscato, effetto di una slavina di qualche anno fa, su pendio che inizia piuttosto ripidamente. Detto pendio, più diretto e facile per l'orientamento, non va affrontato in caso di neve poco assestata. Ci si innalza allora diagonalmente verso ovest sul costone sovrastante, incontro al bosco (segnalazioni sugli alberi), dapprima abbastanza ripido poi più dolce, fino ad arrivare ad una serie di caverne, residuato della Grande Guerra, che dominano la valle sottostante. Clicca per ingrandireDa questa posizione panoramica si intravede il lago di Paneveggio e sullo sfondo il Passo Lusia con le Dolomiti. Si prosegue ancora nel bosco fino ad aggirare la modesta dorsale (quota 2.029) ed entrare nella pianeggiante conca delle Buse de l'Oro (m 2.050). Clicca per ingrandireDeviando verso sud-est si risale abbastanza faticosamente l'anfiteatro roccioso per guadagnare l'ampio, ondulato e regolare pendio settentrionale del monte (quota 2.200).

In questa zona le trincee del nemico distavano poche decine di metri una dall'altra, gli attacchi erano incessanti con continui arretramenti e avanzamenti, bombardamenti, assalti alla baionetta, con massacri spaventosi per conquistare posizioni poi magari perse dopo poche ore.

Clicca per ingrandireAttraversando diagonalmente il vasto pendio nevoso si continua in direzione della sommità con costante salita.Clicca per ingrandire L'ultimo strappo, appena più ripido, consente di guadagnare la vetta, punto panoramico di notevole interesse:Clicca per ingrandire dal prospiciente Colbricon, a sud, e sulla catena dei Lagorai versoClicca per ingrandire ovest fino alla massiccia piramide di Cima Cece, la vetta più alta del gruppo coi suoi 2.754 metri. A nord la catena di Cime Bocche e Iuribrutto nasconde appena i gruppi del Latemar, Catinaccio, Marmolada; ad est si schierano le Pale di San Martino. Clicca per ingrandire

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Il ritorno avviene per lo stesso itinerario di salita, impiegando complessivamente 8 ore circa.

 

 

Clicca per ingrandireIl poco tempo a disposizione nel pomeriggio del giorno precedente (4 ore circa), ci ha permesso una piacevolissima ascensione alla cima del Castellaz, facile percorso che dal Passo Rolle (1.980 m) raggiunge, a bordo pista, la Capanna Cervino. Oltre la capanna, l'itinerario prosegue verso nord-est per dolci pendii,Clicca per ingrandire innevati magnificamenteClicca per ingrandire, fino ad aggirare quasi completamente il complesso roccioso che costituisce la cima vera e propria.

 

 

 

Clicca per ingrandireUn ripido canalino di oltre cento metri, in parte innevato, ci accompagna, con non poca fatica, sul versanteClicca per ingrandire settentrionale della montagna e poi, in breve tempoClicca per ingrandire, alla vetta sulla quale è posta una rudimentale croce avvolta da filoClicca per ingrandire spinato, in ricordo della Grande Guerra. I 350 metri di dislivello che separano il Passo Rolle dalla Cima Castellaz e la posizione isolata al limitare della Val Venegia permettono di contemplare l'imponente mole del Cimon della Pala e le altre vette delle Pale, fino al Mulaz.

Clicca per ingrandireLa cima piatta e trapezoidale del Castellaz fu trasformata dai soldati italiani in caposaldo che fronteggiava le linee nemiche di Paneveggio e del massiccio di Cima Bocche. Trincee coperte, resti di baraccamenti e rifugi sono ancora oggi molto evidenti sull'altopiano roccioso che costituisce la cima del Castellaz.

I riferimenti in corsivo sono estrapolati da: "Girovagando in Trentino"


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