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Montovolo (m 912) ed il vicino e più
alto monte Vigese (m 1091) costituiscono uno dei più
suggestivi panorami dell’appennino emiliano ai
confini con la Toscana. Questa "Alpe gemina"
è isolata dai restanti monti della catena appenninica
ed è quindi facilmente individuabile. Dalle cime
dei due monti si riesce a scrutare l’orizzonte
tutto intorno, senza trovare ostacoli, mentre sulle
pendici vi sono antichi
borghi con strutture medievali ben conservate.
Tante
case aggrappate alla montagna. Quasi a morderla. E'
l'aurora. Il sole presto sorge dietro a Monte Ovolo.
Ecco... un canto d'usignolo si spande felice in ...
un borgo di silenzio.
La
cima
di Montovolo è raggiungibile facilmente,
anche in auto, mentre quella del Vigese
richiede maggior impegno, specialmente in presenza di
neve. Per la salita a piedi a Montovolo, iniziando l'escursione
poco oltre l'abitato di Riola e la Rocchetta Mattei,
è stata molto utile la dettagliata relazione
di Anna B. di Faenza. (http://www.faenza.uoei.it/passeggiando/montovolo)


Sulla sua cima, dalla caratteristica
forma a "schiena di cammello", da cui prende
anche il nome (Montovolo, infatti, sta per "Monte
Ovale") troviamo il Santuario
della Beata Vergine della Consolazione, risalente
al XIII secolo ma certamente ricostruito su una chiesa
preesistente, anteriore all'anno mille, di cui resta
l'abside (ora cripta) che, con il vicino Oratorio di
Santa Caterina, costituisce un magnifico esempio di
romanico montano. La presenza dei due templi giustifica
la definizione di montagna sacra ma è solo in
epoca cristiana che si arriva a definirlo Sinai bolognese.
Oltre l'Oratorio si raggiunge la cima vera e propria
chiamata localmente Balzo di S. Caterina (di Alessandria)
, uno strapiombo profondo alcune centinaia di metri
che da sempre ha suscitato storie e leggende.
...Queste ed altre storie ancora potranno raccontarvi
questi antichi muri o ... se vorranno ... solo silenzio.
(tratto da Pro-Loco di Riola)
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