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Parcheggiamo
l'auto a bordo strada nei pressi di Casara di Campovecchio
(Mezzaselva di Roana), a quota 1593 m, dove ha inizio
il sentiero 820. L'innevamento
è abbondante, la temperatura appena sotto lo
zero ed è una stupenda giornata di sole. Calziamo
le ciaspole per la gran voglia di usarle ma il manto
nevoso sul sentiero è battuto al punto che potrebbe
sembrare superfluo usarle.
Oltre la localita' Croce del Civello
(1697 m) raggiungiamo un incrocio dove il segnavia 820
indica la destra per Casara Verena, Malga dei Quarti
e cima. Manteniamo invece il facile sentiero di sinistra
che segue vecchi camminamenti militari lungo il costone
della montagna ed oltrepassato un vecchio edificio
militare che conserva quasi intatta la facciata
si ritrova il sentiero 820 in corrispondenza di un tornante
dove la vista si apre stupendamente verso le cime settentrionali
dell'Altipiano, la Cima Portule con il suo lungo profilo
che scende verso sud, Cima Larici e Manderiolo che racchiudono
la piana di Vezzena. 
Oramai siamo in vetta,
occupata dai resti del Forte Verena, dal rifugio omonimo
e dalla stazione a monte degli impianti sciistici. Dalla
cupola nevosa che copre in parte i resti del forte,
il panorama e' bellissimo (ore 2,45 circa).
"Il Forte
Verena faceva parte della difesa militare Agno-Assa,
III settore - Asiago. Sparò il primo colpo all'alba
del 24 maggio 1915 e le sue batterie si accanirono contro
i forti austriaci Verle e Pizzo di Vezzena. Il 12 giugno,
gli austro-ungarici, una volta aggiustato il tiro, colpirono
il forte, con il mortaio Skoda da 305 di Costa Alta,
ed una granata penetrò all'interno uccidendo
il Capitano Umberto Trucchetti e circa 40 artiglieri.
Nei giorni successivi, la guarnigione rimasta
fu riorganizzata e sfruttò la non compromessa
efficienza dell’artiglieria, nel tentativo di
individuare e colpire il mortaio colpevole. Il 22 maggio
1916, durante la Strafexpedition, il forte fu occupato
dagli austro-ungarici e tale restò fino alla
conclusione del conflitto."
Alcune lapidi
ricordano il sacrificio della guarnigione italiana.

Per il ritorno ci affidiamo al sentiero
820 vero e proprio, imboccato alla confluenza con il
camminamento militare, poco sotto la cima, a quota 1932
m. A giudicare dalla carta topografica e' più
lungo del sentiero d'andata, è meno battuto di
quello (ora le ciaspole tornano essenziali) ma è
povero di segnaletica verticale (un solo paletto segnaletico
nei pressi delle ex batterie militari di Rossapoan).
La nostra capacità di orientamento viene sottoposta
ad una attenta prova (nessuno dei presenti ha precedentemente
frequantato quei luoghi!). Giunti
in una vasta e straordinaria piana
priva di vegetazione, caratterizzata dalla presenza
di una discreta depressione, probabilmente artificiale,
e di un piccolo e grazioso bivacco,
seguiamo una traccia
recente nel manto nevoso che ci accompagna nei pressi
di Casara
Verena (1695 m) e ci fa risparmiare parte della
depressione naturale in cui si trova Malga dei Quarti.
Alla Casara Verena riprendiamo nuovamente il sentiero
battuto 820 che ci riporta, prima in leggera salita
fino all'incrocio con il camminamento militare (1739
m) e poi in discesa a Croce del Civello ed a Casara
Campovecchio, all'auto (ore 2,30 circa).
Percorso disegnato su mappa Google
Earth: rosso in salita, verde al ritorno.

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