|
Dal rifugio
Fanes (m 2060), grazioso alberghetto privato, isolato
ed in quota, gestito dai proprietari che lo abitano
tutto l’anno, abbiamo intrapreso l’avvicinamento
al Monte Castello, di buon mattino, imboccando il Vallon
Bianco, ampia e ripida valle detritica, dove le
asperità del terreno erano attenuate ed arrotondate
da uno spesso e candido manto nevoso, non ancora profanato
da impronte umane, sul quale il sole creava sorprendenti
giochi di luci ed ombre. Addossato alla verticale parete
rocciosa, pochi metri sotto la cima, si trova il Bivacco
della Pace.
Ma l'escursione era cominciata il pomeriggio
del giorno precedente con condizioni atmosferiche completamente
diverse; la ridotta visibilità prima ed una ostinata
bufera di neve poi ci hanno accompagnato per buona
parte del percorso che ha preso il via dal parcheggio
nei pressi del ponte sul Rio Sciarè, sulla strada
che collega il passo Valparola ad Armentarola, a quota
1660 metri e poco prima della Capanna Alpina, fino al
rifugio Fanes che ci doveva ospitare per la notte, mettendo
a dura prova le nostre capacità di orientamento.
La tranquillità interiore derivante dalla conoscenza
dei luoghi e dalla sicurezza dell'ambiente, con pericolo
di slavine molto basso, ci ha permesso di raggiungere
il rifugio a pomeriggio inoltrato quando la luce del
giorno cedeva il passo alle tenebre della sera, anticipate
nel loro sopraggiungere dalle cattive condizioni atmosferiche.
Percorso disegnato
su mappa Google Earth: primo giorno, in arancio-rosso
dal parcheggio al rifugio Fanes; secondo giorno, in
rosso-arancio dal rifugio Fanes al bivacco e ritorno
al parcheggio.

|