Il monte La Nuda si eleva a nord del Corno
alle Scale, separato da quest'ultimo dal passo
del Vallone. Sulla sua vetta, libera dal bosco,
si estendono vaccinieti e praterie sassose che
ospitano rare fioriture di specie rupicole.
Dalla cima del monte il panorama spazia su gran
parte del territorio del parco, fronteggiando
la spettacolare parete orientale del Corno e
tutto l'arco di montagne che formano la testata
di valle del Silla.
Più lontano, verso occidente, le belle
pareti dei monti della Riva, con il cardine
iniziale del monte Spigolino, appaiono dominate
dal retrostante monte Cimone. Verso nord, tra
i profili tondeggianti delle colline che digradano
verso la pianura, risaltano le caratteristiche
sagome del monte Vigese e di Montovolo. (www.parcocornoallescale.it)
Così recita una descrizione del monte La Nuda
e così ci è apparsa durante la prima ascensione
nell'estate 2004, allorchè, superato il tratto
finale del bosco risalito da Segavecchia (912 m, versante
di sud-est), si sfocia nella vasta prateria sommitale.
Non eccessivamente più impegnativa la salita
primaverile dal versante nord (Pian d'Ivo, 1190 m circa),
boscato fino ai 1600 metri circa ed in presenza di neve
che, a quella quota, cedeva il passo ad uno spesso strato
di ghiaccio che ricopriva l'estesa prateria di vetta,
sferzata da un gelido vento di maestrale.
A
Pian d'Ivo, dove si parcheggia a fianco della strada
provinciale che porta al santuario di Madonna dell'Acero
ed agli impianti sciistici del Corno alle Scale, si
sale per una larga strada forestale (sentiero CAI 323
o "via dei Signori") attraverso un rimboschimento
a conifere; dopo alcune curve si stacca sulla destra
il sentiero CAI 327 o "del Campanile" (quota
1300 m) che
sale fino a uscire dal bosco per proseguire a vista
nelle praterie che rivestono la parte sommitale del
versante nord-ovest della Nuda ( 2,15 ore dal parcheggio).
Seguendo il sentiero di crinale CAI 129, s procede
in direzione sud-ovest verso il passo del Vallone (1697
m) che separa La Nuda dal Corno alle Scale. Poco prima
del passo suddetto, scendiamo a destra senza traccia
in mezzo al fitto bosco per poi uscirne, ai piedi della
piccola valle del Rio Piano. Siamo al bivio dei sentieri
CAI 337-335, a quota 1563 m. Il cartello CAI spunta
dal manto nevoso quel tanto che basta per consolare
l'orientamento!
Si
procede quindi in discesa seguendo tracce che si inoltrano
nel bosco, costeggiando il torrente che alimenta il
lago Cavone, a lato del rifugio omonimo. Oltre il rifugio,
risalendo per un breve tratto l'ampia zona a parcheggio,
si ritrovano sulla destra le indicazioni del sentiero
CAI 337, che scende nel bosco fino a una traccia più
ampia. Deviando
a destra si incontrano poco oltre le indicazioni per
le cascate del Dardagna, che tralasciamo per seguire
il sentiero CAI 331, un'ampia traccia forestale che
conduce al santuario di Madonna dell'Acero (1195 m).
Dopo la visita al santuario, un breve tratto di strada
asfaltata accompagna a Pian d'Ivo. (Circa 3 ore dalla
cima)
Percorso rilevato con GPS e trasportato
su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno.
Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si
può visualizzare la foto.
Un giusto riconoscimento meritano le guide del Parco
del Corno alle Scale per l'ottima segnaletica verticale
insieme con i tradizionali segni bianco-rossi sugl'alberi.
Qualche problema tuttavia si incontra nel tratto finale
del CAI 327, poco prima di uscire dal fitto bosco ed
affrontare la salita a vista alla cima; si perdono momentaneamente
i segni CAI a causa delle neve alta e di alcuni abeti
caduti.