Ritorno
sul Dosso di Costalta a distanza di quasi cinquant'anni
allorchè, adolescente, mi trovavo a trascorrere
un periodo di vacanze estive in una colonia
alpina, ancora attiva, nei pressi di Rizzolaga
di Pinè. Già allora, per dirla con
Kurt Diemberger, ero attratto dalla "curiosità
di scoprire che cosa ci fosse dietro l'angolo",
ossia vedere la parte di orizzonte occultato dalla
vetta, curiosità soddisfatta molto più
tardi e non ancora appagata. Allora, salendo da
Rizzolaga con un gruppo ristretto di coetanei,
mi avventurai fino ad un centinaio di metri dalla
cima, senza tuttavia raggiungerla per la concomitanza
di cause varie fra cui spiccava soprattutto l'inesperienza.
La
salita al Dosso di Costalta è facile, adatta
a tutti, con dislivello modesto generalmente sicuro
anche dopo abbondanti nevicate, ideale con ciaspole.
Il Dosso di Costalta è un "panettone"
poco impegnativo che tuttavia sfiora i 2000 metri, dalla
cui cima si gode un ottimo panorama a 360°. Nelle
giornate limpide, dall'ampia e pianeggiante cima si
scorgono tutti i principali gruppi montuosi, in particolare
il Gruppo del Brenta e la Catena del Lagorai, la Vigolana,
le tre cime del Bondone, lo Stivo ed il monte Baldo.
Dall'Altopiano
di Piné si raggiunge il Passo Redebus a quota
1455. Lasciata l'auto nei pressi del rifugio, si prende
il sentiero 404 che sale rapidamente nel bosco. In poco
meno di mezz'ora si arriva a Malga
Pez (1583 m) con bel colpo d'occhio sulla Valle
dei Mocheni e le inconfondibili cime del Gronlait e
Fravort. A ridosso della malga, il sentiero prosegue
nel bosco salendo per un centinaio di metri e quindi,
in maniera più dolce, percorre fitte abetaie
quasi in piano.
Si
sbuca quindi nella grande radura di Malga Cambroncoi
dove troneggia una bella statua del Cristo,
scolpita da Lunz (girovagandointrentino). i
riprende quindi a salire il bosco in maniera abbastanza
ripida e faticosa per raggiungere il Pianon,
ossia il grande pianoro dal quale si perviene in breve
alla cima,
con la grande croce
in ferro, ometti di pietra e resti di trincee della
prima Guerra Mondiale. Il panorama è favoloso.
(Circa 2,30 ore dal parcheggio)
La discesa avviene per la stessa traccia di salita
fino a Malga Cambroncoi. Poi,
in alternativa al sentiero 404, appena raggiunta la
grande radura ed al limitare inferiore del bosco, si
gira a sinistra per percorrere interamente la strada
forestale che riporta al Passo Redebus in poco meno
di due ore.
Percorso rilevato con GPS e trasportato
su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno.