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La salita al monte Cornetto è
facile, bella ed estremamente panoramica, in genere
sicura, ideale per le ciaspole. Si sale sulla massima
elevazione sud del massiccio della Vigolana inizialmente
per bosco
che accompagna la comoda strada forestale, quindi per
l'erta
spianata sulla dorsale sud est del monte, fino alla
vetta. Interessante e grandioso il panorama dalla vetta.
Solo le ripidi
pareti del Becco di Filadonna, poco lontano e raggiungibile
per ardita cresta, precludono alla vista una piccola
parte dell'orizzonte settentrionale.

Poco prima del Passo Sommo (1343 m), nei pressi di
Folgaria, si lascia l'auto ed al passo, di fronte al
bar Chalet, parte la strada forestale che si inoltra
nel bosco. Si sale gradualmente di quota con qualche
tornante fino a raggiungere una grande
radura a quota 1535 m., dove si notano i resti di
impianti di risalita, abbandonati da tempo ma lasciati
pigramente sul posto ad oltraggiare due volte la montagna.
Si risale il faticoso pendio verso nord e nei momenti
di riposo, per riprendere fiato, l'occhio
corre a meridione
verso il sole ed al ben definito massiccio del Pasubio.
Ad ovest
l'Atissimo di Nago e la catena del Baldo spuntano dalle
vette degli abeti mentre ad oriente l'orizzonte è
occupato dal vetta del Verena e dorsale del Portule
. Dove la radura si richiude, il tracciato, che segue
il segnavia 451, riprende tra abeti e quindi tra mughi,
a ridosso del crinale, fino alla cima,
poco sopra l'arrivo della vecchia
sciovia. 
Lo spettacolo
che ci appare in vetta ripaga della fatica della salita
e del forte vento incontrato poco prima della cima mentre
sotto di noi uno strapiombo mozzafiato accompagna lo
sguardo verso la valle dell'Adige.
La discesa preventivata per sentiero
425 verso il rifugio Paradiso, sulla dorsale sud ovest
del monte, è sconsigliata dallo spessore del
manto nevoso ancora integro (si sprofonda in neve fresca,
nonostante le ciaspole). Si
ritorna quindi per lo stesso itinerario di salita. Richieste
complessivamente 4 ore e mezza.
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