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PREALPI VENETE
Cima Larici 2.033 m
(Altopiano Sette Comuni)  
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
primavera 2010
Difficoltà:
Escursionisti Esperti EE
Escursionisti Esperti

                                                           

L'albergo Cima Larici in evidente stato di rovina e resti di impianti di risalita abbandonati da tempo, ma lasciati sul posto, sono rimasti a testimonianza di un periodo turisticamente più fortunato in questa parte dell'altopiano di Asiago che ha sofferto di trascorsi inverni poco nevosi. E così Cima Larici si è ripresa la propria dignità di montagna da risalire a fatica, come le vicine Manderiolo e Portule.

In verità la vetta, piccola gobba prativa che costituisce la sommità di cima Larici, può essere risalita con poca fatica ed anche il dislivello, poco meno di quattrocento metri complessivi, si supera senza difficoltà su un percorso piacevole, adatto anche ai principianti. Ottimo punto panoramico, sull'altopiano e sulle vette di cresta che lo separano dalla Val Sugana, che ripaga ampiamente l'escursionista. Clicca per ingrandire

Dal parcheggio del rifugio Cima Larici (1658 m) inizia il sentiero 825 che sale tra i prati innevati della vecchia pista da sci: si gode da subito di una bella visuale sul Verena, sul Pasubio e Col Santo mentre tutto intorno è silenzio e tranquillità. Superato un vasto dosso si cala in una conca dolcissima alla fine della quale s'intuisce la spaccatura di Bocchetta Larici (1876 m), superbo balcone sulla Val Sugana e sulla catena dei Lagorai meridionali. Clicca per ingrandireQui, ignorando il sentiero che svolta a sinistra e prosegue verso Porta Manazzo e cima Manderiolo, si continua a destra sul sentiero 209 che s'innalza tra i mughi e risale la cima dal versante di nord-ovest. Questo è il tratto più impegantivo di tutta la salita, abbastanza ripido e con neve consistente, che porta sulla candida gobba, a 2033 metri di quota, dominati dall'imponenza del Portule ed appagati dai notevoli scorci panoramici sulla Valsugana, i Lagorai, il Brenta e l'Adamello. (Ore 1,30 circa dal parcheggio)

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Se la cima, come detto precedentemente, può essere risalita senza difficoltà oggettive, il ritorno attraverso il sentiero 209, fino a Porta Renzola (1949 m), ed il sentiero 826, in ripida discesa fino ad incrociare la vecchia strada militare (1781 m) della Grande Guerra, va considerato per escursionisti esperti. Clicca per ingrandireIl sentiero 209 accompagna a Porta Renzola attraverso un percorso di cresta molto esposto dove occorre prestare attenzione alle innumerevoli cornici di neve, opera del vento, a volte arricciate nerso nord ed altre verso sud, ed alle "mugaie", semisommerse dal manto nevoso, che possono costituire una vera trappola per le ciaspole. Il sentiero 826 invece viene affrontato in ripida discesa con estrema cautela per la quantità di neve e per la scarsità di segnaletica.

L'incrocio con la vecchia strada militare mette termine ad ogni preoccupazione; procedendo a destra, in leggera discesa, ci si porta nuovamente al parcheggio nei pressi del rifugio, transitando per Malga Larici di sotto. (circa 2,30 ore dalla cima)

Click per vedere la foto Click per vedere la foto Click per vedere la foto Click per vedere la foto Click per vedere la foto Click per vedere la foto Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.Clicca per ingrandire

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