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Le due cime, situate nella parte settentrionale del
parco naturale di Paneveggio e Pale di San Martino,
sono state raggiunte in due giorni successivi, avendo
come base di appoggio l'albergo rifugio al Passo Valles.
Da malga Vallazza, il percorso completo per/da cima
Juribrutto non richiede più di 4 ore mentre quello
per/da cima Bocche, partendo nei pressi di malga Bocche,
è un pò più lungo ed impegnativo.
Durante la Grande Guerra la zona fu un 'punto cardine'
della difesa austriaca della Valle di San Pellegrino
ed è stata teatro di cruenti combattimenti fra
i soldati italiani della 'Brigata Tevere e Calabria'
e quelli austro - ungarici.
Su Cima Juribrutto e su Cima Bocche si combattè
ininterrottamente in estate ed inverno, dal maggio 1915
al novembre 1917. Il terribile 'campo di battaglia'
è ancora oggi ben conservato e le caverne, le
trincee ed i baraccamenti presentano ancora il loro
aspetto originario.
"Dopo ottant'anni dalla fine della guerra
i frantumi di ossa mal si distinguono dai sassi di dolomite
e di calcare dei canaloni e delle pietraie assolate
ove il verde non attecchisce. Frotte di turisti frettolosi
e ignari fanno trekking nei pressi dei poveri residui
di esseri umani o vi passano sopra veloci con gli sci,
attutiti dallo strato di neve invernale.”
"Cima Bocche è un tipico esempio della testardaggine
dei nostri comandi nell'ordinare assalti a posizioni
imprendibili e con un obiettivo sproporzionato ai sacrifici,
con totale disprezzo della vita umana, che trovò
il suo apice nelle offensive dell'Isonzo e del Carso.
Ancora negli anni '20, nelle spianate e nei declivi
intorno a Cima Bocche, giacevano insepolte numerose
salme di soldati, soprattutto italiani. Oggi, tra le
pietraie delle trincee e dei capisaldi smantellati dal
cannone allora e dall'azione del tempo poi, ossa sbiancate
si confondono con i ciottoli rocciosi.” (http://www.grandeguerra.com)
Percorso disegnato
su mappa Google Earth: in rosso, andata e ritorno sulla
stessa via.
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