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Al
passo del Cerreto (1261 m) ci accoglie il primo
centimetro di neve fresca che il sole del mattimo già
comincia a sciogliere. Il tempo è ottimo e le
previsioni meteo sono confortanti per l'intero giorno.
Ci incamminiamo verso ovest lungo il sentiero di crinale
00, quasi completamente pianeggiante, ed in venti
minuti di cammino arriviamo al passo dell’Ospedalaccio.
Al passo notiamo un cippo
scolpito con la scritta "Empire Français
IX", posto come segnavia di confine della Repubblica
Cisalpina (1271 m).
Il sentiero 671 che risale il costone orientale del
monte Alto, dapprima per prateria e quindi per fitto
bosco (ciaspole calzate), ci accompagna nella bellissima
piana
delle sorgenti del Secchia, affluente del Po, incastonata
tra le vette del monte Alto (1904 m.), dell’ Alpe
di Succiso (2017 m.) e del monte Casarola (1979 m.).
In mezzo alla spianata scorrono due ruscelli
con acqua così limpida da essere assolutamente
trasparente (1565 m). 
Alla grande radura la scelta della via si fa dura.
Procediamo,
soprattutto per un conforto visivo, alla ricerca delle
rocce affioranti oltre venti centimetri di neve fresca,
su cui sono normalmente dipinti i caratteristici segni
bianco rossi, indicatori di segnavia. Ritroviamo in
poco tempo il giusto
orientamento affrontando il sentiero 675 che per
ripido bosco ci porta al limite superiore dello stesso.
Qui si ripresenta il problema affrontato precedentemente.
Impensabile cercare di risolverlo alla stessa maniera
poichè ora lo strato di neve fresca sfiora i
quaranta centimetri.
Procediamo quindi, avendo come riferimento il crinale
ben visibile tra l'Alpe Succiso ed il monte Casarola,
sul ripidissimo
bordo, poichè li la neve è più
compatta, di una lunga e profonda depressione che scende
dal crinale tra le due cime, ipotizzando che si tratti
della sella del Casarola.
Poco
sotta la Sella,
l'altimetro segna circa 1.930 metri e sono ormai trascorse
tre ore dalla partenza, un repentino ed inaspettato
cambio delle condizioni meteo, soltanto in parte annunciato
da veloci formazioni di nuvole basse e turbinii di neve
in cresta, ci investe come un treno in corsa.
L'appennino
del resto è maestro in questi improvvisi
cambi di situazioni climatiche. Un vento intenso e gelido
e nuvole talmente basse da ridurre quasi a zero la visibilità
ci inducono a riflettere sul raggiungimento dell'obiettivo
originale e ad invertire la nostra marcia, favoriti
nella discesa soltanto dalle tracce lasciate poco prima.
Per le successive due ore di discesa le vette dell'Alpe
Succiso non saranno più visibili. Rimane la consolazione
di poter tentare successivamente la salita all'interessante
gruppo appenninico.
Percorso disegnato su mappa Google
Earth: andata e ritorno sulla stessa via, rosso in salita,
in verde misto.
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