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Le Giulie, grazie ai suoi sentieri scarsamente "addomesticati",
rimangono ancora un luogo relativamente poco affollato
e privilegiato rispetto ad altri, più noti, gruppi
montuosi.
Il Montasio è la più alta vetta delle
Giulie Occidentali. Spesso è stata descritta
come la più bella montagna del Friuli. Da dovunque
la si guardi esibisce una forma possente ed ardita.
Particolarmente bella la sua parete occidentale che
si eleva dalla val Dogna offrendo una visuale ben conosciuta
ed amata da tutti gli escursionisti friulani. La vetta
è una delle più ambite e frequentate mete
estive anche se presenta passaggi di II grado esposti
su terreno friabile.
Monte prediletto da J. Kugy, che vi aprì
ben otto tra vie e varianti, e a cui dedicò il
capitolo conclusivo di "Dalla vita di un alpinista",
venne salito per la prima volta da H. Findennegg ed
A. Brussofler il 18 agosto 1877 per la via da SO.
Grandiosa
escursione che ha preso il via dal rifugio
Di Brazzà (1.660 m) , CAI Udine, impegnativa
e di grande soddisfazione. Se si effettua la salita
in giornate particolarmente limpide
è stupendo il panorama dalla vetta.
Il massiccio del Canin, proprio di fronte, si svela
in tutta la sua bellezza; una bastionata di roccia compatta
che chiude la Val Raccolana a sud;
la possente e tozza mole del Jof
Fuart occupa l'immediato oriente mentre la val Canale,
che porta a Tarvisio, genera un solco profondo a nord.
Fino alla Forca
dei Disteis (2.201 m) e senza difficolta' escursionistiche,
godiamo
di un vasto e straordinario panorama sul gruppo
del Monte Canin e dell'intero altopiano del Montasio
incontrando numerosi branchi di stambecchi
al pascolo. Dalla forca, tracce di sentiero su ghiaione
e roccia portano alla grande
cengia che corre quasi orizzontale sul versante
occidentale del Montasio fino al bivacco Suringar.
Poco prima del bivacco,
che si trova in posizione molto esposta a circa 2.430
m e sotto un marcato strapiombo della cresta
NO, si intravede il segnavia che sale in direzione del
canalone
Findennegg il quale, con alcuni passaggi di I e
II grado, conduce
alla
cresta
occidentale, seguendo la quale si arriva alla vetta.
Dalla cima,
la cresta
orientale cala verso la scala
Pipan, sospesa sulla parete ed arrivo su un ghiaione
pensile. In pochi minuti di ulteriore discesa raggiungiamo
il bivio con il sentiero
attrezzato Leva, la cui prima parte, la più
spettacolare , consente la percorrenza di cenge molto
esposte e verdi pendii ripidi, canalini e cenge più
larghe, frequentati da camosci,
fino alla Forca del Palone (2.242 m). Qui, abbandonato
il sentiero attrezzato per motivi di tempo, scendiamo,
inventando il percorso, il ripido ghiaione e prato sottostante
fino al sentiero normale 622 perdendo in pochi minuti
oltre cinquecento metri di quota.
   

Percorso disegnato su mappa Google
Earth: in rosso salita, in verde ritorno al rifugio,
in arancio percorso parzialmente attrezzato
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