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E' lecito vantare un credito nei confronti di una
montagna? A distanza di 10 anni esatti, tanti ne sono
trascorsi dalla prima escursione in quei luoghi, conclusasi
senza fortuna, tale obbligazione può ritenersi
completamente risolta. Considerata la peculiarità
della nostra compagnia, non più giovane, i tempi
oggettivi di percorrenza, per l'intera escursione, si
sono dilatati lievemente: ma a chi giova correre quando
il tempo a disposizione è sufficientemente lungo?
Ciò che più importa è andare per
monti trovandovi diletto, seppure con fatica.
Primo giorno:
da Sella Nevea (1175 m) al rifugio Guido Corsi (1847
m);
Segnavia: 625;
Tempo di percorrenza: 3,30 circa;
Difficoltà: (E) = escursionisti;
Dislivello: 850 metri in salita, fino al Passo degli
Scalini (2022 m), poi discesa al rifugio.
Un
ringraziamento particolare va rivolto a Cristiano, il
gestore del rifugio Corsi, grazie al cui consiglio abbiamo
affrontato la salita al Jof Fuart per la via attrezzata
Anita Goitan. Il rifugio
Corsi, che sorge sulle rovine della capanna Findenegg
distrutta durante la prima guerra mondiale, è
situato su un terrazzo erboso in bella posizione, al
centro di un anfiteatro coronato dal versante orientale
delle Cime Castrein, dal versante meridionale del Jof
Fuart, delle Madri dei Camosci e della Cima di Riofreddo
e da quello occidentale della Cima del Vallone. Magnifica
la vista panoramica sulla catena che va dalla Cima del
Lago al Monte Forato.
L'imbocco del sentiero 625 è
situato nei pressi della casermetta della Guardia di
Finanza di Sella Nevea. Dopo un tratto di bosco, poco
oltre la Casera Cregnedul, che si lascia sulla sinistra,
si esce su terreno aperto.
Continuando in salita con splendide
visioni sul gruppo
del Canin, si aggira un costone e, con una serie
di tornantini, si perviene al Passo degli Scalini (2022
m). Da una cimetta, ad un paio di minuti dal passo,
si apre un panorama stupendo verso la conca del rifugio
con il gruppo del Jóf Fuart mentre più
a destra spicca il maestoso Mangart. Si scende verso
il rifugio transitando sulle cenge sotto la Parete delle
Gocce ed il Campanile di Villaco, con postazioni
di guerra austro-ungariche. (www.rifugiocorsi.it)
Secondo giorno:
dal rifugio al vetta del Jof Fuart (2666 m), percorrendo
il sentiero attrezzato A. Goitan e ritorno a Sella Nevea;
Segnavia: 625 - 627 - sentiero Goitan - parte finale
della via normale per la vetta - 625;
Tempi di percorrenza: circa 7 ore. Per la discesa a
Sella Nevea ancora 2,30 ore circa;
Difficoltà: (EEA) = escursionisti esperti attrezzato;
Dislivello: circa 960 metri in salita e 1800 in discesa.
Il
percorso attrezzato A. Goitan inizia alla Forcella di
Riofreddo e termina alla Forcella Lavinal dell’Orso.
L’ambiente è severo, regno incontrastato
di stambecchi e camosci, e caratterizzato da cenge
a tratti esposte, enormi pilastri e bizzarre formazioni
di roccia. Le difficoltà non sono mai eccessive;
si tratta comunque di una ferrata consigliata ad escursionisti
esperti. 
Dal rifugio si seguono le indicazioni
per i sentieri 625-627 che salgono sulla destra verso
la Forcella del Vallone, per continuare poi a sinistra
sul solo 627 che si avvicina alla parete sud della Cima
di Riofreddo seguendo i bolli rossi che salgono all’attacco
della via ferrata posta nella stretta forcella di Riofreddo
(targa, ore 1,30 circa dal rifugio).
La
cengia principale, che verrà percorsa fino ad
incrociare la via normale allo Jof Fuart, si snoda tra
le pareti della Cima di Riofreddo, dell’Innominata
e delle Madri dei Camosci, interrompendosi in corrispondenza
delle spaccature
tra queste cime, dove si affrontano i punti più
esposti ed impegnativi. Abbandonata la cencia (ore 2,00
circa dall’attacco) si segue la via normale che
accompagna alla cima
in poco meno di un'ora.
Si
scende per lo stesso sentiero di salita fino all'incrocio
con il Goitan e si prosegue a destra sull'altrettanto
splendido cengione dominato da enormi torrioni-colonne
che si ergono inquietanti sulla parete sud dello Jof
Fuart, quasi a volerlo sorreggere.
Si giunge quindi alla Forcella
Mosè, dove la vista si apre stupenda sul
gruppo del Montasio per poi scendere, con cautela, attraverso
il colatoio che porta al rifugio Corsi (ore 2,30 dalla
cima).
Percorso rilevato con GPS e
trasportato su mappa Google Earth: in rosso salita al
rifugio, primo giorno; in giallo sentiero attrezzato
Anita Goitan per la cima e ritorno a Sella Nevea, secondo
giorno. Cliccando sul
simbolino della macchina fotografica si può visualizzare
la foto.
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