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La prima salita alla vetta più alta del
gruppo, la Punta Penia, risale al 28 settembre 1864.
Il primo salitore fu il viennese Paul Grohmann, il pioniere
dell'alpinismo dolomitico, con le guide cortinesi Angelo
e Fulgenzio Dimai, lungo l'attuale via normale o "del
ghiacciaio". (Wikipedia)
La via ferrata della Marmolada è un classico
itinerario che, in estate, consente di raggiungere la
vetta senza troppe difficoltà. Raggiungibile
comodamente sia dal versante sud (con partenza dalla
Valle del Contrin) che dal versante nord (dal lago Fedaia
e ghiacciaio), parte dalla Forcella Marmolada e consente
l'ascesa ai 3.342 metri della cima.
 
Questa escursione costituisce un eccezionale
percorso in quota che unisce le tipiche difficoltà
di una via ferrata ad un percorso alpinistico su misto,
roccia e ghiaccio, un pò impegnativo, ma in grado
di soddisfare anche gli escursionisti in odore di alpinismo.
Partenza da Penia (1556 m) in Val Contrin
e pernottamento presso il rifugio omonimo (2016 m, non
più di due ore dal fondovalle). La mattina successiva
abbiamo raggiunto la Forcella Marmolada (2910 m) dove
ha inizio il tratto attrezzato. Percorrendo parte della
parete sud, la ferrata sale lungo ripide e levigate
placche di roccia alternando brevi traversate molto
esposte a tratti con corrimano che seguono il filo della
cresta.
La ferrata giunge in vetta
alla punta Penia per tracce di sentiero su neve o roccia,
in caso di scarso innevamento, dove si trova la caratteristica
capanna (5 ore dal rifugio Contrin). Poco più
in alto la croce di vetta, sul tetto delle Dolomiti.
Il ghiacciaio
accompagna in discesa verso il Pian dei Fiacconi e,
da qui, al lago di Fedaia (poco più di tre ore
dalla cima).
 

Percorso disegnato
su mappa Google Earth; in giallo percorso attrezzato,
in rosso escursione vera e propria, in verde ritorno
sul ghiacciaio.
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