Athos
 
DOLOMITI DI ZOLDO
Castello di Moschesin 2.499 m
   
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
dicembre 2015
Difficoltà:
Alpinistica EE AR PD I+
Escursionisti Esperti, Alpinistica su roccia, poco difficile - primo grado più
gps
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Catena San Sebastiano,Tamer, Moschesin

 

 

 

 

Il monte Castello di Moschesin è situato tra la conca agordina e la valle di Zoldo.La sua cima fa parte della catena San Sebastiano–Tamer ed offre la migliore visione di sè da Agordo. La salita è abbastanza impegnativa per dislivello e tipo di terreno, con passaggi di I grado + ed adatta quindi ad escursionisti esperti (questedolomiti.com).

Salita a forcella Larga

In un inverno privo di neve, tre giorni prima di Natale, siamo saliti su una delle cime più interessanti del panorama agordino. Si tratta di un'escursione lunga ed impegnativa per terreno detritico e passaggi in arrampicata, adatta ad esperti escursionisti.Oltre forcella Larga La qualità della roccia è buona nei due canalini con le maggiori difficoltà, altrove vi sono tratti dove bisogna prestare attenzione per l'esposizione su terreno ripido e franoso. L'uso del casco è consigliabile. Oltre forcella Larga la via normale diviene alpinistica ma l'orientamento è garantito da ometti e bolli rossi, con tracce ben evidenti.

Un paio di km prima del passo Duran, si parcheggia nei pressi della strada che sale da Agordo (1493 m, località malga Caleda vecchia).

Passaggio aereoSeguendo le indicazioni per il rifugio Sommariva e l'Alta Via n°1, il sentiero n. 543 procede con modesta pendenza nel bosco fino alla forcella Dagarei (1620 m) e quindi, attraversando con alcuni saliscendi i ghiaioni sotto il Tamer, incontra la traccia che sale alla forcella Larga, segnalata da un cartello in legno (1700 metri circa).Forcella Stretta

La salita si sviluppa inizialmente sul bordo destro del largo canalone detritico che punta alla forcella. Il canalone incavato si fa via via più stretto, man mano che si sale, fino alla base di una possente parete di roccia che si costeggia cercando la traccia migliore per risalire lo scivoloso ghiaione fino in forcella Larga (2185 m, ore 2,20 dal parcheggio). La forcella immette nel vasto e corrugato Van de la Gardesana rivolto ad oriente.

Panorama verso ovest da forcella Larga. Da sinistra, in secondo piano, Vette Feltrine, Cimonega, Croda Granda ed Agner, Pale di San Martino. Foto di Alberto Zerbini, compagno d'escursione.

Panorama da forcella Larga

Cengia

In un ambiente aspro, si seguono ora gli evidenti bolli rossi verso destra superando forcella Stretta e quindi un primo camino di roccia solida (I grado) oltre il quale appare per la prima volta il nostro obiettivo, la cima del Castello di Moschesin, dalla forma piramidale, a gradoni.Cengia L'ambiente aspro si fa sempre più selvaggio, con scorci e passaggi meravigliosi, ma con roccia friabile e canaloni scivolosi. In vetta Dopo una cresta molto suggestiva che permette al tempo stesso la vista sulla valle agordina e val Balanzola, che scende verso Forno di Zoldo, si affronta un secondo camino, più lungo ed impegnativo del precedente (I grado +) oltre il quale una serie di gradoni, alternati a sfasciumi, porta alla vetta, con un panorama a 360° veramente stupendo (2 ore da forcella Larga).

 

Dalla vetta, panorama verso nord. Da sinistra in primo piano Tamer, in secondo piano Moiazza e Civetta, in centro sullo sfondo Pelmo ed Antelao, a destra in primo piano Spiz di Mezzodì e Pramper.

Panorama dalla cima

In cima la nostra attenzione vienne attratta dal mare di nuvole-foschia che copre il panorama verso sud, dalla lontana pianura fino all'altopiano bellunese sotto di noi, compreso tra il fiume Piave ed il torrente Cordevole. La compatta massa aerea, per effetto di strani giochi di luce, al pari di un potente tsunami, sembra risalire la china prealpina infrangendosi ed a tratti superando i rilievi interposti per ricadere poi nella piana agordina. Tsunami di nuvole

Il ritorno a malga Caleda vecchia, per la medesima via di salita, richiederà ulteriori ore 3,20.

Profilo altimetrico

 

 

(Tutte le foto non firmate sono attribuibili ad Alberto Zerbini, compagno d'escursione)

 

 

 

Percorso rilevato con GPS e trasportato su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno. Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si può visualizzare la foto.

Mappa Google

 

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