Il Serva, visto da Belluno, appare molto imponente,
ma dall'aspetto benevolo. E’ largo, prativo,
segnato da conche leggermente ghiaiose che dividono
la cima principale da quelle secondarie. Sembra
un grande pascolo per le pecore. Da Ponte nelle
Alpi appare invece aguzzo e ripido, mentre verso
nord-est presenta un versante scosceso e oltremodo
selvaggio.
Una montagna per tutte le stagioni.
"Il Serva non sarà la montagna di Belluno,
titolo che spetta indubbiamente alla bellissima Schiara
(che con le sue rocce dolomitiche caratterizza lo sfondo
di tutte le fotografie turistiche della città)
ma di sicuro è la montagna dei bellunesi, i quali
la salgono quasi in processione per tutto l'anno, come
se su quella cima vi fosse un santuario e non una semplice
croce metallica. Durante l’inverno gli escursionisti
segnano i dolci e regolari pendii innevati con curve
e controcurve; in estate rendono visibile, a grande
distanza, la parte sommitale del sentiero di salita
indicandola con i propri corpi in fila, componendo una
interminabile coda colorata ed affollandone infine la
vetta". (abcdolomiti.com)
Il luogo di partenza per le escursioni alla vetta è
la località Cargador (1035 m), appena sopra Col
di Roanza.
La
cima si raggiunge con relativa facilità, seguendo
il sentiero 517; tuttavia il dislivello è notevole
e la salita, sempre ripida, concede poca tregua. Maggior
impegno ed attenzione richiede l'itinerario alternativo
che risale il Valon
de la Serva in direzione della caratteristica Boca
de Rosp (1611 m), almeno fino alla forcella,
per ritornare poi dolcemente inclinato fino alla Casera
Pian dei Fioch (1739 m).
Dalla
casera, aperta in estate come alpeggio per numerosi
greggi di ovini, si riprende a salire sulle ripide balze
erbose fino alla cima
dove la grande e recente croce, oggetto di inutili polemiche
dove tutti dicono tutto ed il contrario di tutto, ci
accoglie per il meritato riposo (poco più di
tre ore da Cargador). Il colpo d'occhio è favoloso,
reso più suggestivo dal suono soffuso delle campane
che, dalla sottostante Belluno, annunciano l'ora di
mezzodì. Si domina tutto il fondovalle del Piave
e la città stessa, i Monti del Sole verso l'agordino
mentre il vicino gruppo dolomitico della Schiara-Pelf
sembra quasi farsi toccare con un dito. Poco oltre,
verso nord ed inconfondibili per il loro profilo, si
stagliano le regine delle dolomiti.
Il
ritorno è lo stesso dell'andata fino alla Casera
Pian dei Fioch. Si imbocca poi il sentiero 517 che con
ampio giro discende la conca erbosa sotto la casera
e raggiunge poi il Col
Cavalin (1394 m), da dove ci si cala nel bosco con
i caratteristici colori
autunnali fino a giungere alla strada forestale
che riporta a Cargador (poco meno di due ore dalla vetta).
Percorso rilevato con GPS e trasportato
su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno.
Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si
può visualizzare la foto.