Pascoli, erbe ed industrie estrattive, insieme
alla caccia e all’uccellagione, hanno esercitato
per secoli un forte richiamo su quanti hanno vissuto
a fondovalle. E furono secoli di tranquillità,
turbata solo ai primi anni del Novecento quando,
fatta l’Italia, venti di guerra continuarono
a spirare anche da quelle parti; inevitabile la
decisione di fortificare anche quella montagna,
dalla quale si poteva dominare la valle del Boite,
attraverso la quale si presumeva potesse giungere
il nemico, la valle di Zoldo e la conca di Pieve
di Cadore. (www.monterite.it)
Il Monte Rite è un punto di osservazione incomparabile
sulle Dolomiti. Per la sua posizione panoramica, durante
la Grande Guerra, fu scelto dall'Esercito Italiano come
Forte di artiglieria da cui gli italiani cannoneggiavano
il fronte austro-ungarico posizionato sulle Tofane.
Oggi il forte è stato restaurato ed ospita all'interno
il Museo delle Nuvole - il Messner Mountain Museum -
ed in locali attigui, un rifugio alpino.
Poco sotto Forcella Cibiana, in località Quattro
Tabià (1450 m) in direzione Zoldo, si imbocca
il sentiero 494 che accompagna alla forcella di Val
Inferna (1693 m), con belle vedute verso sud-ovest sul
Sassolungo di Cibiana, il Bosconero, il San Sebastiano
e la Moiazza. Il sentiero sale tranquillamente attraverso
il bosco ma è spesso occupato trasversalmente
da abeti recentemente abbattuti dallo spesso manto di
neve invernale, ora scomparsa, e non ancora rimossi
da quella sede innaturale. Qui si lascia il 494 per
continuare sul sentiero 478 che, sul versante nord del
Rite, conduce alla Forcella Deona (2053 m) transitando
per i Pian de la Pera e la sella del Col Alto, a quota
1981. Man mano che si sale il panorama si amplia sempre
più sulle montagne della conca zoldana e della
valle del Boite mentre il sentiero è ancora in
parte ricoperto dall'ultima neve primaverile. Alla Forcella
Deona si riapre un panorama mozzafiato verso il Pelmo,
l'Antelao ed il gruppo Duranno-Col Nudo. Ancora un tratto
e si arriva sulla vasta cima del monte Rite (ore 3 da
Cibiana).
Dal tetto del forte di cima (dove le cupole sono state
sostituite con discutibili strutture in vetro) si gode
un incredibile panorama circolare. Per il ritorno si
percorre la strada dell'andata fino a Forcella Deona;
qui si imbocca (indicazioni) il sentiero detto del Col
d'Orlando che scende dapprima a serpentine abbastanza
ripide, poi taglia verso destra per portarsi attraverso
il bosco sulla cima del Colle omonimo (1853 m) e quindi,
con un'altra traversata, riporta sulla strada militare,
nei pressi del primo tornante, che parte dalla forcella
Cibiana (ore 1,30). Percorso rilevato con GPS e trasportato
su mappa Google Earth: rosso in andata, verde al ritorno.
Cliccando sul simbolino della macchina fotografica si
può visualizzare la foto.